Come calcolare il listino prezzi di extension, refill, rimozione e laminazione

Ritratto di Silvana DebiasiSilvana Debiasi, Estetista esperta e formatrice Ciglia e Nail da 13 anni01 settembre 2026Aggiornata: 18 ottobre 2026 16 min di lettura
Lash maker confronta agenda, calcolatrice e appunti per definire il listino dei servizi ciglia

Il listino di una lash maker deve coprire prodotti e costi della cabina, remunerare il tempo di lavoro e lasciare una quota per gli imprevisti e il margine. Per costruirlo servono quattro schede distinte: una nuova applicazione, un refill, una rimozione e una laminazione occupano tempi diversi e consumano materiali diversi. Il prezzo di un centro vicino è un confronto utile solo dopo aver chiarito che cosa comprende il tuo servizio.

In breve

Somma consumi, lavoro, quota dei costi fissi e riserva; dividi poi per la parte del prezzo che resta dopo commissioni e margine desiderato. Nell’esempio senza IVA addebitata, una base di 90 €, commissioni del 2% e margine del 12% portano a 90 ÷ 0,86 = 104,65 €, arrotondati a 105 €. Tempi, costi e tariffe di questa guida sono ipotesi di calcolo, non medie di mercato.

Indice dei contenuti

Definisci il servizio e misura tutto il tempo occupato

Per ogni voce scrivi tecnica, risultato compreso, materiali, eventuale tinta, controlli finali e condizioni per accedere al servizio. Una dicitura come “extension da 60 €” non basta se non spiega quale set costa 60 € e quali richieste cambiano il preventivo. Comunica il totale dopo la valutazione e prima di iniziare.

Misura il ciclo dalla consultazione al riordino, includendo la preparazione e il pagamento. Registra almeno dieci appuntamenti per servizio come primo riscontro, poi amplia il campione: una singola seduta veloce non descrive il tuo lavoro abituale. Questa tabella contiene minuti ipotetici; i tempi di posa dei prodotti vanno rispettati e non si accorciano per raggiungere il prezzo desiderato.

  • Nuova applicazione extension

    Consultazione e preparazione
    10 + 15 min
    Trattamento e controllo
    100 min
    Riordino e pagamento
    15 + 10 min
    Ciclo completo
    150 min = 2,5 ore
  • Refill

    Consultazione e preparazione
    5 + 10 min
    Trattamento e controllo
    70 min
    Riordino e pagamento
    15 + 5 min
    Ciclo completo
    105 min = 1,75 ore
  • Rimozione da sola

    Consultazione e preparazione
    5 + 5 min
    Trattamento e controllo
    20 min
    Riordino e pagamento
    10 + 5 min
    Ciclo completo
    45 min = 0,75 ore
  • Laminazione con tinta

    Consultazione e preparazione
    10 + 10 min
    Trattamento e controllo
    50 min, tinta compresa
    Riordino e pagamento
    15 + 5 min
    Ciclo completo
    90 min = 1,5 ore

I minuti del trattamento comprendono qui il controllo finale; la preparazione comprende postazione e cliente. Messaggi generali, ordini, contabilità, formazione e pause restano fuori dal ciclo: li consideriamo riducendo le ore vendibili del mese. Non aggiungerli anche a ogni appuntamento, altrimenti li conti due volte.

Consumi: dalla confezione al costo per servizio

Per un monouso moltiplica quantità usata e costo unitario. Per un prodotto condiviso fra sedute, dividi il costo della confezione per i servizi realmente eseguiti prima di esaurirla o doverla scartare. Usa un registro di apertura e consumo: la resa teorica non include sempre residui, sprechi e prodotto non più utilizzabile.

Esempio: un adesivo da 30 € che consente davvero 20 appuntamenti costa 1,50 € per seduta. Con una resa teorica di 40 avresti scritto 0,75 €, sottostimando il costo di 0,75 € ogni volta. La divisione ha senso se i consumi delle sedute sono simili; se un set volume usa più prodotto di un refill, rileva e ripartisci le quantità. L’apertura e la sostituzione seguono le indicazioni del fabbricante, non l’obiettivo di esaurire la confezione.

Prodotti, fibre e piccoli strumenti disposti sul tavolo per registrare i consumi dei servizi ciglia
Per il conteggio usa confezioni, quantità consumate e sedute effettuate: la sola spesa al momento dell’acquisto non indica il costo di un appuntamento.

La distinta seguente è un esempio in euro per appuntamento. La quota fibre del nuovo set, per esempio, corrisponde a una confezione ipotetica da 55 € utilizzabile per dieci set equivalenti; il sistema di laminazione a 50 € per dieci trattamenti effettivi. Non sono rese dichiarate di prodotti reali. Sostituisci ogni cifra con il costo della tua combinazione e dei consumabili che usi davvero.

  • Fibre

    Nuovo set
    5,50 €
    Refill
    2,50 €
    Rimozione
    0 €
    Laminazione
    0 €
  • Adesivo extension / remover

    Nuovo set
    1,50 €
    Refill
    1,50 €
    Rimozione
    0,60 €
    Laminazione
    0 €
  • Sistema laminazione, tinta e finitura

    Nuovo set
    0 €
    Refill
    0 €
    Rimozione
    0 €
    Laminazione
    5,00 + 1,00 + 0,50 €
  • Patch e tape

    Nuovo set
    1,00 + 0,25 €
    Refill
    1,00 + 0,25 €
    Rimozione
    0,50 + 0,10 €
    Laminazione
    0,60 + 0,10 €
  • Applicatori, scovolino e detergente

    Nuovo set
    0,50 + 0,25 + 0,50 €
    Refill
    0,25 + 0,25 + 0,25 €
    Rimozione
    0,30 + 0,10 + 0,20 €
    Laminazione
    0,40 + 0,25 + 0,25 €
  • Guanti, protezioni e igiene per seduta

    Nuovo set
    1,50 + 1,00 €
    Refill
    1,00 + 1,00 €
    Rimozione
    0,70 + 0,50 €
    Laminazione
    1,00 + 0,90 €
  • Totale consumi

    Nuovo set
    12,00 €
    Refill
    8,00 €
    Rimozione
    3,00 €
    Laminazione
    10,00 €

La distinta deve riportare anche l’unità: un paio di patch, il tratto di tape misurato, il numero di applicatori e di paia di guanti, oppure la quota di confezione. Per esempio, 20 paia di patch pagate 20 € danno 1 € per un paio. Nel costo della laminazione includi l’eventuale adesivo del sistema e la quota dei supporti: se riutilizzabili, ripartisci acquisto e gestione senza addebitarne ogni volta il prezzo intero. Non sommare un’altra volta materiali già compresi in un kit.

Ore vendibili, costi fissi e compenso

Parti da un mese realistico. Su 120 ore disponibili, ipotizziamo che 40 siano assorbite da gestione, pause e spazi rimasti vuoti: restano 80 ore di cicli completati e pagati. Sono queste 80 ore, non le 120 di apertura, a finanziare la struttura. Se hai appena iniziato, prepara più scenari di riempimento e aggiorna la stima con le prenotazioni effettive.

Ipotizziamo 800 € mensili di costi fissi: 450 € di cabina, 80 € di utenze, 30 € di assicurazione, 20 € di software, 70 € di consulenza contabile, 60 € di formazione, 40 € di pulizia generale e 50 € di quota attrezzature. Le voci non si sovrappongono: i 40 € non comprendono l’igiene già conteggiata per seduta. La struttura pesa 800 ÷ 80 = 10 € per ogni ora di ciclo.

La quota attrezzature può derivare, per esempio, da 1.800 € ripartiti su 36 mesi: 50 € al mese. È una ripartizione gestionale, distinta dalle regole fiscali di ammortamento. Se accantoni quei 50 € per sostituire l’attrezzatura, non sottrarli di nuovo dal risultato; tieni però separate le date dei pagamenti e le eventuali rate del finanziamento.

Per ottenere 1.600 € di compenso mensile prima dei tuoi contributi e delle imposte, il modello assegna 1.600 ÷ 80 = 20 € a ogni ora di ciclo. Così il prezzo finanzia anche le attività necessarie fuori cabina. Questi 20 € non sono uno stipendio netto né il compenso per ogni ora complessivamente lavorata. Per un obiettivo netto serve prima una simulazione fiscale e previdenziale personale: la guida sui guadagni della lash maker distingue risultato dell’attività e denaro disponibile.

Formula del prezzo: compenso, commissioni e margine

Chiamiamo B la base di calcolo: consumi + ore del ciclo × 20 € di compenso + ore del ciclo × 10 € di struttura + riserva per imprevisti. La riserva copre piccoli rifacimenti o altri scostamenti non già inclusi nei consumi; non è una seconda quota per imposte o attrezzature. Nel conto gestionale la accantoniamo, anche se non è necessariamente un costo sostenuto nel mese.

Se le commissioni sono il 2% del prezzo e vuoi un residuo pari al 12% del prezzo, la formula è P = B ÷ (1 − 0,02 − 0,12) = B ÷ 0,86. Qui chiamiamo questo residuo “margine gestionale”: viene dopo il compenso e la riserva previsti, ma prima dei contributi e delle imposte della titolare. Non coincide automaticamente con l’utile fiscale.

Il 2% è un’ipotesi applicata a tutti gli incassi. Usa invece il costo effettivo del tuo contratto e il mix dei pagamenti. Una commissione fissa per transazione entra nella base B; un canone mensile del POS entra nei fissi. Una percentuale sul prezzo entra nel denominatore. Verifica che commissioni e margine sommati siano inferiori al 100%.

Margine e ricarico hanno basi diverse. Con un costo di 80 € e nessuna commissione, aggiungere il 20% produce 96 €: i 16 € rimasti sono il 16,7% del prezzo. Per lasciare il 20% del prezzo devi invece fare 80 ÷ 0,80 = 100 €. Scegli quale percentuale stai usando e mantienila coerente nel foglio di calcolo.

Quattro servizi calcolati con le stesse ipotesi

Dove vanno i 105 € del nuovo set

Consumi
12,00 €
Compenso
50,00 €
Struttura
25,00 €
Riserva
3,00 €
Commissioni
2,10 €
Residuo
12,90 €
La barra ripartisce l’intero prezzo dell’esempio senza IVA addebitata. Il compenso di 50 € e il residuo di 12,90 € sono prima degli oneri personali; i 3 € di riserva sono già accantonati nel modello.

Le tariffe seguenti assumono prestazioni nazionali in regime forfetario, senza IVA addebitata e con costi comprensivi dell’IVA non recuperabile. Usiamo 20 € per ora di compenso, 10 € per ora di struttura, commissioni del 2% e margine gestionale desiderato del 12%. La riserva è 3 € per il set, 2,50 € per il refill, 1,50 € per la rimozione e 2 € per la laminazione.

  • Nuovo set, 150 min

    Consumi
    12 €
    Compenso
    2,5 × 20 = 50 €
    Struttura + riserva
    25 + 3 = 28 €
    Base B
    90 €
  • Refill, 105 min

    Consumi
    8 €
    Compenso
    1,75 × 20 = 35 €
    Struttura + riserva
    17,50 + 2,50 = 20 €
    Base B
    63 €
  • Rimozione, 45 min

    Consumi
    3 €
    Compenso
    0,75 × 20 = 15 €
    Struttura + riserva
    7,50 + 1,50 = 9 €
    Base B
    27 €
  • Laminazione, 90 min

    Consumi
    10 €
    Compenso
    1,5 × 20 = 30 €
    Struttura + riserva
    15 + 2 = 17 €
    Base B
    57 €
  • Nuovo set

    Prezzo tecnico: B ÷ 0,86
    104,65 €
    Tariffa arrotondata
    105 €
    Residuo dopo base e commissioni
    105 − 90 − 2,10 = 12,90 €
  • Refill

    Prezzo tecnico: B ÷ 0,86
    73,26 €
    Tariffa arrotondata
    74 €
    Residuo dopo base e commissioni
    74 − 63 − 1,48 = 9,52 €
  • Rimozione

    Prezzo tecnico: B ÷ 0,86
    31,40 €
    Tariffa arrotondata
    32 €
    Residuo dopo base e commissioni
    32 − 27 − 0,64 = 4,36 €
  • Laminazione

    Prezzo tecnico: B ÷ 0,86
    66,28 €
    Tariffa arrotondata
    67 €
    Residuo dopo base e commissioni
    67 − 57 − 1,34 = 8,66 €

Arrotondare verso l’alto lascia qui un residuo leggermente superiore al 12%. Arrotondare verso il basso richiede un nuovo controllo: il prezzo tecnico è un risultato del modello, non un numero da modificare senza ricalcolare. Per set volume o lavorazioni più lunghe prepara una nuova riga con tempo e consumi propri; non aggiungere un supplemento scelto soltanto perché cambia il nome della tecnica.

Refill, rimozione abbinata e laminazione: chiarisci le inclusioni

Il refill dell’esempio costa 74 €, circa il 70,5% del set da 105 €, perché occupa 105 minuti e ha una base di 63 €. Non deve quindi costare per forza la metà del set. Se distingui refill a due, tre o quattro settimane, associa a ogni fascia un tempo e condizioni esplicite: ricrescita, pulizia, extension utilmente conservabili e lavoro necessario. Le settimane da sole non garantiscono l’idoneità; concorda prima un nuovo set quando il ripristino non è appropriato. La guida su durata e refill delle extension aiuta a distinguere manutenzione e nuova applicazione.

Una rimozione autonoma deve sostenere consultazione, preparazione e riordino propri: nel modello costa 32 €. Se precede subito un nuovo set, puoi conteggiare solo ciò che aggiunge davvero. Ipotizzando 30 minuti aggiuntivi, 3 € di consumi e 1,50 € di riserva, la base aggiuntiva è 3 + 10 + 5 + 1,50 = 19,50 €; divisa per 0,86 dà 22,67 €, arrotondati a 23 €. Il totale set più rimozione diventa 128 €. Verifica che i 30 minuti coprano tutte le fasi aggiuntive: il risparmio riguarda le attività condivise, non passaggi tecnici omessi.

Per un lavoro eseguito altrove valuta prima se puoi procedere con un refill o se serve rimuovere. Indica nel preventivo anche il prezzo della sola rimozione, se dopo la valutazione non si esegue il nuovo set. Non promettere lo stesso supplemento per ogni situazione; chiarisci eventuali variazioni prima di lavorare. La guida alla rimozione approfondisce valutazione e procedura.

I 67 € della laminazione comprendono qui tinta e finitura, oltre al sistema di trattamento e ai 90 minuti del ciclo. Se offri una versione senza tinta, ricalcola soltanto il prodotto e il tempo effettivamente risparmiati. Quando combini più servizi, sottrai solo le attività effettivamente condivise, come una parte della consultazione o il pagamento. Non ridurre tempi di posa o controlli per rendere più conveniente il pacchetto.

Quanto cambiano il risultato minuti, consumi e agenda

Quanto resta del prezzo dopo la base e le commissioni

Residuo in euro. Scala comune da −3 a 15 €; la linea verticale segna lo zero.

Caso iniziale12,90 €
Consumi +10%11,70 €
Ciclo +15 minuti5,40 €
68 ore vendute, invece di 80-0,34 €
Sconto 10%2,61 €
Sconto 15%-2,54 €
-303691215
Ogni barra rappresenta un caso indipendente, sulla stessa scala in euro. Un residuo sotto zero non copre tutti gli importi previsti dal modello, compreso il compenso obiettivo; non è una stima dell’utile fiscale.

Il nuovo set da 105 € lascia 12,90 € dopo base e commissioni. Nei casi seguenti cambiamo una sola ipotesi alla volta. Con 15 minuti in più aggiungiamo 7,50 € di lavoro e struttura. Con 68 ore vendute invece di 80, distribuiamo di nuovo sia gli 800 € di fissi sia l’obiettivo di compenso di 1.600 € sulle 68 ore: mantenere invariato il costo orario ridurrebbe il compenso mensile raggiunto.

  • Nessuna: caso iniziale

    Nuova base
    90 €
    Prezzo incassato
    105 €
    Residuo gestionale
    12,90 €
  • Consumi più cari del 10%

    Nuova base
    91,20 €
    Prezzo incassato
    105 €
    Residuo gestionale
    11,70 €
  • Ciclo di 165 min, anziché 150

    Nuova base
    97,50 €
    Prezzo incassato
    105 €
    Residuo gestionale
    5,40 €
  • 68 ore vendute nel mese, anziché 80

    Nuova base
    103,24 € circa
    Prezzo incassato
    105 €
    Residuo gestionale
    −0,34 € circa
  • Sconto del 10%

    Nuova base
    90 €
    Prezzo incassato
    94,50 €
    Residuo gestionale
    2,61 €
  • Sconto del 15%

    Nuova base
    90 €
    Prezzo incassato
    89,25 €
    Residuo gestionale
    −2,54 € circa

Il caso delle 68 ore usa i valori non arrotondati nel calcolo; la base mostrata è arrotondata ai centesimi. Il residuo negativo segnala che, con quel prezzo e quelle ore, non si finanziano integralmente compenso, struttura e riserva previsti. Non equivale da solo a una perdita contabile della stessa misura. Se il ciclo più lungo riduce anche le ore che riesci a vendere, combina le due variazioni: la riga dei 165 minuti da sola non comprende quell’effetto.

Sconti, pacchetti e appuntamenti di pratica

Prima di promuovere un servizio controlla il residuo in euro. Tre refill da 74 € valgono 222 €; venduti in un pacchetto da 200 €, con basi di 63 € ciascuno e commissioni del 2%, lasciano 200 − 4 − 189 = 7 €. A prezzo pieno lascerebbero 28,56 €. Il pacchetto impegna 315 minuti, cioè 5 ore e 15 minuti, e 24 € di consumi: l’incasso anticipato non è tutto disponibile da spendere.

Descrivi numero di sedute, validità, condizioni del refill e gestione delle modifiche di appuntamento. Un pacchetto non rende automaticamente idonea una cliente al refill. Per le modelle di pratica usa un budget dedicato e una durata realistica: un prezzo introduttivo deve avere uno scopo e un limite, senza diventare il riferimento permanente del listino.

Definisci anche conferma, ritardi, cancellazioni e correzioni. Distingui l’acconto dalla caparra e fai verificare le condizioni prima di pubblicarle. Misura le ore perse e adegua la stima delle ore vendibili; non presumere che una somma trattenuta compensi ogni vuoto. Se prevedi un controllo o una correzione inclusi, stima frequenza e costo nella riserva senza promettere prestazioni illimitate.

IVA, oneri personali e prezzo mostrato alla cliente

Nel regime forfetario, per le normali operazioni nazionali, non si addebita IVA e non si detrae quella sugli acquisti: lo prevede la legge 190/2014, articolo 1, comma 58. È l’ipotesi usata nei quattro esempi. Il compenso di 1.600 € resta prima di contributi e imposte personali: non basta accantonare il 12% di margine per considerarli pagati.

Quando si applica l’IVA ordinaria del 22%, prevista dall’articolo 16 del DPR 633/1972, separa il prezzo al pubblico dal ricavo. Un totale di 122 € contiene 100 € di imponibile e 22 € di IVA: si divide 122 per 1,22, non si sottrae il 22% da 122. Rifai la base con i costi al netto dell’IVA effettivamente detraibile, lasciando dentro quella non recuperabile.

Se il gestore di pagamento trattiene il 2% del totale comprensivo d’IVA e vuoi il 12% del ricavo netto, la formula cambia: prezzo netto = B ÷ [1 − 0,12 − 0,02 × 1,22]. Con una nuova base ipotetica di 90 € già corretta per l’IVA, il netto è circa 105,19 € e il totale circa 128,33 €. Questa è una simulazione distinta dal set da 105 € senza IVA; verifica anche commissioni fisse, regime e arrotondamenti del tuo caso.

Fai confermare inquadramento, contributi, imposte, eventuale bollo e documenti da emettere. La classificazione ATECO aggiornata aiuta a descrivere l’attività, ma non sostituisce qualifica e requisiti della sede. Per questi aspetti consulta la guida ai requisiti per lavorare come lash maker in Italia. Il prezzo comunicato alla cliente deve chiarire il totale da pagare e ogni extra applicabile prima della seduta.

Confronta il mercato e presenta il listino

Raccogli alcuni listini della tua zona, registrando città, data, tecnica, durata dichiarata, inclusioni, condizioni dei refill e supplementi. Confronta servizi equivalenti: un set base, un volume e una laminazione con tinta non sono la stessa voce. La guida ai prezzi di extension e laminazione mostra come leggere le differenze dal punto di vista della cliente. Non trasformare pochi prezzi osservati in una media nazionale.

Professionista dispone quattro schede sul banco per organizzare le voci del listino ciglia
Una scheda per servizio evita di mescolare inclusioni, durata e condizioni di nuovo set, refill, rimozione e laminazione.

Nel listino rivolto alla cliente scrivi nome comprensibile del servizio, prezzo totale, inclusioni e condizioni degli extra. Nell’agenda riserva invece il ciclo completo: i 150 minuti del set comprendono anche riordino e pagamento e non sono 150 minuti tutti sul lettino. Riporta una data di validità e comunica gli aggiornamenti prima della prenotazione. Se usi “a partire da”, spiega quali caratteristiche cambiano il prezzo e conferma il preventivo dopo la valutazione.

Controllo mensile e scheda da compilare

Per ogni appuntamento annota prezzo incassato, minuti completi, consumi, correzioni e sconti. A fine mese confronta ore pagate e previste, spese fisse e compenso finanziato; verifica separatamente la cassa necessaria per oneri e acquisti. Correggi prima la voce che spiega lo scostamento: una confezione scartata, un refill troppo lungo o un’agenda poco occupata richiedono interventi diversi.

Puoi stampare la scheda per calcolare il prezzo di un servizio ciglia, PDF di due pagine. Compilala per ciascun servizio: la prima pagina raccoglie tempi e consumi, la seconda ore mensili, base e verifica del prezzo. La formula stampata riguarda il caso senza IVA addebitata; per l’IVA ordinaria usa il passaggio dedicato sopra. Per un foglio elettronico mantieni le stesse colonne e controlla celle vuote, ore pari a zero e percentuali che annullano il denominatore.

Checklist prima di pubblicare il listino

Domande frequenti sul listino prezzi lash maker

Se il mercato non accetta il mio prezzo, cosa posso cambiare?

Verifica prima che il confronto riguardi lo stesso servizio. Poi prova un canone più basso, una distinta con meno sprechi, un’offerta più semplice o un obiettivo di compenso diverso, ricalcolando ogni volta. Se il prezzo accettato non copre il modello neppure con ipotesi realistiche, quel servizio o quella struttura vanno ripensati. Lavorare più in fretta è una soluzione solo quando non riduce precisione, igiene e controlli.

Quale tempo uso se sto ancora imparando?

Usa il tempo che impieghi davvero, distinguendo pratica e servizio vendibile. Se oggi un set occupa tre ore, non prezzarlo come se ne occupasse due soltanto perché è il tuo obiettivo. Registra i progressi e riserva una parte del budget alla formazione; aggiorna la scheda quando una durata più breve diventa ripetibile.

Che cosa succede se non ho ancora ore vendute?

Non dividere per zero e non usare tutte le ore di apertura come vendite certe. Prepara almeno uno scenario prudente e uno intermedio con ore dichiarate come ipotesi. A zero appuntamenti, i consumi possono fermarsi ma restano le spese fisse e gli eventuali oneri dovuti: serve una riserva per l’avvio, distinta dal prezzo teorico del singolo servizio.

Un corso può indicarmi il prezzo giusto per sempre?

Un corso può insegnare a costruire la distinta e misurare il lavoro, ma un listino standard non conosce il tuo affitto, la tua agenda o il tuo regime fiscale. Usa il metodo appreso e aggiorna i dati quando cambiano tempi, fornitori, costi o domanda. Controlla i risultati ogni mese; cambia le tariffe quando gli scostamenti persistenti lo giustificano, comunicandolo alle clienti.

Fonti

Regime forfetario: legge 190/2014; aliquota IVA ordinaria: DPR 633/1972, articolo 16; classificazione ATECO e aggiornamenti, Istat.

Ritratto di Silvana Debiasi

Autrice

Silvana Debiasi

Estetista esperta e formatrice Ciglia e Nail da 13 anni

Silvana Debiasi è estetista esperta e formatrice nel mondo Ciglia e Nail da 13 anni. Per BeautyLearn cura e aggiorna le guide dedicate a laminazione, extension, ciglia naturali, sicurezza, igiene e sviluppo professionale della lash maker. Il suo approccio editoriale unisce esperienza pratica, progettazione personalizzata, rispetto delle istruzioni dei sistemi e criteri di stop, distinguendo il servizio estetico dalla diagnosi e dalla terapia e rimandando ai professionisti sanitari quando necessario.

Profilo e metodo editoriale

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