Come leggere l’etichetta dei prodotti make-up: INCI, lotto, PAO e avvertenze

Guida pratica all’etichetta dei cosmetici make-up: persona responsabile UE, INCI, lotto, PAO, scadenza, simboli, avvertenze e controlli prima dell’uso.

Ritratto di Irene TomasiIrene Tomasi, Make-up artist con 10 anni di esperienza26 agosto 2026 13 min di lettura
Make-up artist adulta controlla attentamente il retro dell’imballaggio di un cosmetico in una postazione professionale ordinata con prodotti non brandizzati
Indice dei contenuti

L’etichetta di un fondotinta, mascara, rossetto, primer o spray non è una formalità da leggere soltanto quando nasce un problema. Collega il cosmetico alla persona responsabile nell’Unione europea, ne rende tracciabile il lotto, descrive durata e precauzioni e permette di confrontare la confezione reale con ciò che il venditore promette. Per una make-up artist è anche uno strumento di inventario: dice quale prodotto è stato usato, quando è stato aperto e quali indicazioni devono accompagnarne l’applicazione.

Controllo rapido: prima di acquistare o inserire un cosmetico nel kit, verifica nome e indirizzo della persona responsabile UE, contenuto nominale, durata minima oppure PAO, precauzioni, lotto, funzione e lista ingredients. Per un prodotto importato controlla anche il paese d’origine. Se confezione, variante, shade, INCI o lotto non sono leggibili e il venditore non chiarisce la tracciabilità, sospendi l’uso: una pagina online o la notorietà del marchio non sostituiscono l’etichetta del prodotto ricevuto.

Questa guida interpreta l’etichetta senza trasformarla in diagnosi o consulenza legale. Per imparare a collegare formula, funzione, igiene e applicazione consulta i corsi Make-up BeautyLearn, il Corso Prodotti Cosmetici e il Corso Base Trucco. Regolamento, allegati e istruzioni aggiornate del prodotto prevalgono sempre sulle semplificazioni di una guida.

Gli otto controlli essenziali sull’etichetta make-up

Prima dell’uso

Otto informazioni, una confezione tracciabile

Identità

Persona responsabile UE e origine

Durata

Data minima oppure PAO

Uso

Funzione e avvertenze

Traccia

Lotto, quantità e ingredients

Persona responsabile, quantità, durata, precauzioni, lotto, funzione, ingredients e origine formano un controllo unico.

L’articolo 19 del Regolamento (CE) 1223/2009 stabilisce le principali informazioni che devono accompagnare un cosmetico. Non devono trovarsi tutte necessariamente sulla stessa faccia del contenitore: alcune possono essere sull’imballaggio esterno e, quando vi sono ragioni pratiche di spazio, precauzioni e ingredienti possono essere richiamati su foglietto, fascetta, cartellino o scheda allegata mediante il simbolo della mano sul libro. L’insieme deve comunque restare accessibile, leggibile e collegato senza ambiguità al prodotto.

Elemento

Che cosa controllare

Perché serve nel kit

Persona responsabile UE

Nome e indirizzo postale identificabili

Individua chi garantisce la conformità sul mercato UE

Contenuto nominale

Grammi o millilitri, salvo eccezioni previste

Confronta formati, scorte e consumo

Durata

Data di durata minima oppure PAO

Distingue confezione chiusa e periodo dopo l’apertura

Precauzioni

Area, modalità, limiti e avvertenze specifiche

Impedisce usi non previsti, soprattutto su occhi e labbra

Lotto

Numero o riferimento che identifica la fabbricazione

Collega formula, richiamo e segnalazione alla confezione

Funzione

Uso del prodotto, se non evidente dalla presentazione

Evita di usare pigmenti o prodotti in aree non previste

Ingredients

Lista dei nomi comuni degli ingredienti

Permette a chi ha allergeni diagnosticati di riconoscerli

Origine

Paese d’origine per cosmetici importati

Completa la tracciabilità del prodotto extra UE

Per i prodotti commercializzati in Italia, contenuto nominale, durata, precauzioni e funzione devono comparire in italiano secondo le regole richiamate dal Ministero della Salute. Un’etichetta multilingua non può relegare l’italiano in caratteri meno leggibili. La parola ingredients e i nomi comuni degli ingredienti seguono invece la nomenclatura prevista e non vanno tradotti liberamente.

Persona responsabile UE, importatore e paese d’origine

Nome e indirizzo della persona responsabile non sono un servizio clienti generico. Identificano il soggetto stabilito nell’Unione europea che assume gli obblighi regolatori del cosmetico immesso sul mercato. Se compaiono più indirizzi, quello presso cui è reso accessibile il fascicolo informativo del prodotto può essere evidenziato. Per i prodotti importati deve essere indicato il paese d’origine.

Un indirizzo web, un profilo social o la sola dicitura distributed by non sono necessariamente sufficienti a identificare la persona responsabile. Prima di acquistare da un marketplace extra UE, chiedi una fotografia reale di contenitore e imballaggio, verifica il soggetto UE e confronta nome, variante e quantità con l’offerta. Il fatto che un prodotto sia consegnabile in Italia non dimostra che sia correttamente immesso sul mercato europeo.

Non cercare il marchio CE come bollino universale: per un cosmetico make-up la conformità segue il Regolamento cosmetici e non viene dimostrata da un CE stampato sulla confezione. Diverso è il caso di dispositivi o apparecchi elettrici presenti nella postazione, che seguono quadri normativi propri.

Lotto, codice prodotto, barcode e shade: non sono sinonimi

Il lotto collega una confezione a una produzione identificabile. È indispensabile quando un’azienda comunica un richiamo o quando si documenta un effetto indesiderabile. Il barcode identifica normalmente un articolo commerciale; il codice shade distingue una tonalità; il seriale o SKU del venditore serve al catalogo. Nessuno di questi sostituisce automaticamente il riferimento di lotto, anche se alcuni produttori adottano codici alfanumerici compatti.

Fotografa il lotto quando il prodotto entra nel kit e non coprirlo con adesivi interni. Se trasferisci una piccola quantità su una palette da lavoro per il singolo servizio, mantieni la confezione originale e non trasformare il decanting in stoccaggio anonimo. Per prodotti con ricambi o refill, registra sia la custodia sia la cialda effettivamente usata.

Una lista cliente utile può indicare data, servizio, prodotto, shade e lotto senza raccogliere dati superflui. Se compare una reazione, la guida su allergie e reazioni ai cosmetici spiega quando interrompere, che cosa documentare e quando chiedere assistenza sanitaria.

PAO e data di durata minima: due orologi diversi

Due durate da non confondere

Confezione chiusa e prodotto aperto seguono riferimenti diversi

Clessidra

Durata minima del prodotto chiuso

Vasetto

Periodo dopo la prima apertura

Controllo

Aspetto, odore e conservazione

Stop

Alterato o contaminato si isola

La data minima descrive il cosmetico chiuso; il vasetto aperto avvia il PAO dalla prima apertura registrata.

La data di durata minima riguarda il prodotto non aperto, conservato nelle condizioni appropriate. È preceduta dalla clessidra oppure dalla formulazione equivalente a utilizzare preferibilmente entro la fine di. Per i cosmetici con durata minima superiore a trenta mesi la data può essere sostituita, quando pertinente, dal PAO: il simbolo del vasetto aperto accompagnato da un periodo come 6M, 12M o 24M.

Il PAO comincia alla prima apertura effettiva, non alla data di acquisto, e non può essere ricostruito con precisione se nessuno l’ha registrata. Scrivi mese e anno di apertura su un’etichetta che non copra lotto o avvertenze, oppure usa un inventario digitale. Per mascara, eyeliner liquidi, creme in vasetto e prodotti condivisi, igiene e contaminazione possono imporre lo scarto prima del termine teorico.

PAO non significa che il prodotto resti automaticamente idoneo fino all’ultimo giorno. Odore, colore, consistenza, separazione, performance, integrità del packaging, conservazione al caldo o al sole e contaminazione sono segnali da valutare. Non diluire un mascara secco, non aggiungere solventi non previsti e non tentare di recuperare un’emulsione alterata. Metti il cosmetico in quarantena e chiedi indicazioni al responsabile o al fornitore.

Come leggere l’INCI senza inventare percentuali

INCI: leggere senza sovrainterpretare

Nome esatto, ordine, soglia dell’1% e coloranti multi-shade

1

Leggi la lista completa

2

Cerca il nome comune esatto

3

Interpreta +/- e coloranti CI

4

Verifica Regolamento e allegati

La lista informa, ma non rivela automaticamente percentuali, performance, compatibilità o tolleranza individuale.

La lista è preceduta dal termine ingredients. In generale gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente di peso al momento dell’aggiunta; quelli presenti in concentrazioni pari o inferiori all’1 per cento possono essere riportati in ordine libero dopo quelli sopra tale soglia. Coloranti diversi da quelli destinati a colorare i capelli possono comparire con nomenclatura CI. Nei prodotti make-up commercializzati in più tonalità, la formula può usare la dicitura può contenere o il simbolo più o meno per elencare i coloranti possibili della gamma.

Per questo la posizione di un ingrediente non consente di calcolarne la percentuale e una lista non permette da sola di prevedere coprenza, tenuta, compatibilità o rischio individuale. CosIng aiuta a cercare i nomi comuni e le funzioni note, ma la Commissione precisa che non è un elenco di ingredienti automaticamente autorizzati e non sostituisce il Regolamento e i suoi allegati. Cerca il nome esatto, verifica lo stato normativo nella fonte aggiornata e non dedurre conclusioni da un frammento del nome.

Parfum e aroma possono rappresentare composizioni aromatiche. Alcuni allergeni di fragranza devono essere dichiarati individualmente oltre determinate soglie. Il Regolamento (UE) 2023/1545 ha ampliato l’etichettatura individuale: durante il periodo transitorio possono coesistere confezioni con liste differenti, perciò confronta sempre formula, lotto e data di immissione invece di copiare l’INCI da una vecchia pagina prodotto.

Se una cliente possiede un’allergia diagnosticata, l’INCI serve a riconoscere l’ingrediente indicato dal sanitario. Non diagnosticare da una lista e non proporre un patch test improvvisato. Claim come naturale, clean, dermatologicamente testato, ipoallergenico o fragrance-free non equivalgono a rischio zero.

Avvertenze: zona occhi, labbra, spray e uso professionale

Le precauzioni non sono testo promozionale. Possono limitare area, modalità, tempi, ventilazione, contatto con mucose, esposizione a fiamme o uso su determinate condizioni della pelle. Un pigmento venduto per il viso non è automaticamente adatto alla rima interna o alle labbra; una colla deve essere usata nella zona e con il metodo descritti dal produttore; uno spray può richiedere ventilazione e distanza specifiche.

La dicitura uso professionale non rende facoltative le precauzioni e non autorizza applicazioni fuori destinazione. Significa che il prodotto può prevedere condizioni e competenze professionali specifiche. Nel dubbio sospendi e chiedi la scheda tecnica corretta. La guida sulle ciglia finte approfondisce adesivi e zona perioculare; quella sull’igiene della postazione collega etichetta, prelievo e contaminazione crociata.

Simboli: vasetto aperto, clessidra e mano sul libro

Il vasetto aperto indica il periodo dopo l’apertura; la clessidra accompagna la durata minima; la mano che rimanda a un libro segnala che alcune informazioni si trovano su un supporto allegato. Questi simboli non sono decorazioni e non sono intercambiabili. Il triangolo di riciclo, i materiali del packaging o le certificazioni ambientali descrivono altri aspetti e non sostituiscono ingredienti, lotto o avvertenze.

Su matite, mini-taglie e piccoli contenitori lo spazio è limitato. Controlla quindi scatola, adesivo peel-off, cartellino o foglietto prima di gettarli. Per una palette professionale conserva almeno una fotografia leggibile dell’imballaggio completo e collega i dati alla palette mediante codice interno, senza presentare la fotografia come sostituto dell’etichetta originale.

Etichetta online e confezione fisica: quale prevale

Le pagine ecommerce possono non essere aggiornate, riferirsi a un mercato diverso o aggregare più shade. Prima dell’ordine sono utili per un primo controllo; all’arrivo devi confrontarle con il prodotto fisico. Se l’INCI online non coincide, fotografa entrambe le versioni e chiedi quale formula corrisponda al tuo lotto. Non scegliere arbitrariamente la lista più favorevole.

  • Controlla che nome, formato, shade e codice coincidano tra ordine, scatola e contenitore.

  • Verifica persona responsabile UE e paese d’origine quando il prodotto è importato.

  • Leggi precauzioni e funzione in italiano, non soltanto la descrizione del venditore.

  • Conserva fattura, fotografie e comunicazioni utili alla tracciabilità.

  • Isola il cosmetico se il lotto è assente, cancellato o incoerente.

Inventario professionale: trasformare l’etichetta in procedura

Un kit ampio non si gestisce affidandosi alla memoria. Crea un registro con categoria, marchio e linea, nome, shade, formato, lotto, responsabile UE, fornitore, data d’acquisto, data di apertura, PAO o durata minima, posizione delle istruzioni, stato e destinazione finale. Per palette e set registra le informazioni a livello sufficiente a identificare la variante realmente usata.

Esegui un controllo mensile leggero e una verifica più completa a ogni nuovo ordine. Organizza i cosmetici in quarantena, attivi e da smaltire; ruota le scorte senza confondere il più vecchio acquisto con la prima apertura. Prima di un lavoro sposa, fotografico o su più persone controlla anche scorte, applicatori e prodotti di ritocco. Il kit make-up per principianti aiuta a costruire un assortimento essenziale, mentre il Corso Attrezzi del Mestiere collega strumenti, ordine e metodo professionale.

Tre errori frequenti nell’interpretazione

Errore

Perché non funziona

Metodo corretto

Primo ingrediente uguale a formula uguale

Ordine, soglia dell’1 per cento e ingredienti successivi cambiano il sistema

Confronta lista completa, funzione e prova tecnica

PAO ancora valido uguale prodotto sicuro

Contaminazione e conservazione possono alterarlo prima

Controlla apertura, aspetto, odore, integrità e uso

Claim marketing uguale garanzia

Un claim non elimina precauzioni né rischio individuale

Leggi etichetta completa e verifica la necessità concreta

La guida su primer e fondotinta compatibili spiega perché una lettura dell’INCI non basta a prevedere pilling e separazione; quella su texture, coprenza e finish del fondotinta distingue formula, resa e tecnica di applicazione.

Checklist prima di usare un prodotto su una persona

Dal retro della confezione alla postazione

Identifica, verifica, osserva e registra

1

Identifica

Prodotto, shade e lotto

2

Verifica

PAO, funzione e precauzioni

3

Osserva

Integrità, odore e consistenza

4

Registra

Apertura, uso e destinazione

Il controllo diventa affidabile quando etichetta, stato fisico, apertura e prelievo igienico restano collegati.
  1. Identifica confezione, shade e lotto senza affidarti al ricordo.

  2. Verifica data di apertura, PAO o durata minima e condizioni di conservazione.

  3. Leggi zona, funzione, avvertenze e metodo di applicazione.

  4. Controlla integrità, odore, consistenza e pulizia del contenitore.

  5. Confronta allergeni diagnosticati con l’INCI senza fare diagnosi autonome.

  6. Preleva in modo igienico e registra il prodotto quando il servizio lo richiede.

Domande frequenti sull’etichetta dei prodotti make-up

Che cosa deve comparire sull’etichetta di un cosmetico make-up?

Secondo il caso: persona responsabile UE, contenuto nominale, durata minima o PAO, precauzioni, lotto, funzione e lista ingredients; per i prodotti importati anche il paese d’origine. Alcuni dati possono trovarsi sull’imballaggio o su un supporto allegato previsto.

Qual è la differenza tra PAO e scadenza?

La durata minima riguarda il cosmetico chiuso e conservato correttamente. Il PAO indica il periodo d’uso dopo la prima apertura, per esempio 12M. Non sono intercambiabili e nessuno dei due autorizza a usare un prodotto contaminato o alterato.

Il lotto è il numero sotto il barcode?

Non necessariamente. Barcode, SKU e codice shade possono identificare un articolo commerciale, mentre il lotto collega la confezione alla fabbricazione. Cerca l’indicazione prevista dal produttore e chiedi chiarimenti se più codici risultano ambigui.

Gli ingredienti sono sempre dal più al meno concentrato?

Sono normalmente in ordine decrescente di peso al momento dell’aggiunta, ma quelli pari o inferiori all’1 per cento possono essere elencati liberamente dopo quelli sopra la soglia. Nei make-up multi-shade i coloranti possibili possono comparire dopo più o meno.

Che cosa significa più o meno davanti ai coloranti?

Indica che, nella gamma di tonalità, il prodotto può contenere alcuni dei coloranti elencati. Non significa che ogni shade contenga necessariamente tutti quei pigmenti. Per una necessità individuale verifica confezione e informazioni della variante specifica.

CosIng certifica che un ingrediente è autorizzato?

No. CosIng è una banca dati informativa e il glossario aiuta con i nomi comuni; la presenza di un nome non equivale ad autorizzazione. Stato, limiti e condizioni derivano dal Regolamento cosmetici e dai suoi allegati aggiornati.

Un prodotto naturale o ipoallergenico è sicuro per tutti?

No. Questi claim non garantiscono tolleranza universale e non sostituiscono INCI, precauzioni e storia individuale. Se compaiono bruciore, prurito, gonfiore o altri sintomi, interrompi l’applicazione e segui il protocollo appropriato.

Posso usare un ombretto sulle labbra se il colore mi piace?

Soltanto se funzione, destinazione e istruzioni del prodotto includono quell’uso. La classificazione come cosmetico per il viso o gli occhi non rende automaticamente pigmenti e formula adatti alle labbra o alla rima interna.

Se l’INCI online è diverso da quello sulla confezione quale uso?

Non scegliere da solo. Conserva schermata e fotografie di scatola, contenitore e lotto; chiedi alla persona responsabile o al distributore quale formula corrisponda alla confezione. Fino al chiarimento non usare il prodotto su clienti con esigenze rilevanti.

Devo conservare la scatola esterna?

Se contiene informazioni non replicate sul contenitore, è prudente conservarla o archiviarne fotografie leggibili collegate a prodotto e lotto. Non eliminare comunque il supporto richiesto finché il cosmetico è nel kit e i dati non sono tracciati in modo affidabile.

Quando devo buttare un prodotto prima del PAO?

Quando è contaminato, alterato, conservato male, danneggiato o non più tracciabile, oppure quando il responsabile comunica un richiamo. Cambi anomali di odore, colore, separazione o texture richiedono quarantena e verifica, non diluizione o recupero artigianale.

Che cosa conservo in caso di reazione?

Confezione, nome completo, shade, INCI, lotto, PAO, data di apertura, sequenza e area di applicazione e tempi dei sintomi. Interrompi nuove esposizioni, non formulare diagnosi e indirizza al sanitario o al 112 quando compaiono segnali di emergenza.

Fonti normative e istituzionali

Ultimo aggiornamento sostanziale: 26 agosto 2026. Contenuto educativo curato da Irene Tomasi, make-up artist con 10 anni di esperienza, su fonti normative e istituzionali. Revisione regolatoria indipendente consigliata e non ancora effettuata: la guida non sostituisce il testo vigente, la persona responsabile, le autorità competenti o una consulenza professionale sul singolo prodotto.

Per raccogliere soltanto informazioni pertinenti, distinguere sintomi riferiti e sapere quando interrompere, consulta la guida a scheda cliente, allergie, consenso fotografico e privacy.

Integra scheda, prodotti, sintomi riferiti e tracciabilità con la procedura per RC, reclami e denuncia del sinistro.

Ritratto di Irene Tomasi

Autrice

Irene Tomasi

Make-up artist con 10 anni di esperienza

Irene Tomasi è make-up artist con 10 anni di esperienza nel trucco professionale. Per BeautyLearn cura e aggiorna guide dedicate a strumenti e cosmetici, preparazione della pelle, teoria del colore, trucco correttivo, look professionali, igiene, portfolio e organizzazione del lavoro. Il suo approccio editoriale traduce i principi del make-up in procedure progressive e verificabili, distingue la pratica cosmetica dai temi sanitari o normativi e rimanda alle fonti competenti quando l’informazione richiede una verifica specialistica.

Profilo e metodo editoriale

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