Come leggere l’etichetta dei prodotti per unghie: INCI, lotto, PAO e sicurezza

Come trovare e interpretare ingredienti, lotto, durata e avvertenze su flacone, scatola e allegati, con le eccezioni previste per i cosmetici.

Ritratto di Chiara DasoChiara Daso, Nail Master e docente con 14 anni di esperienza24 agosto 2026 13 min di lettura
Onicotecnica osserva un flacone per unghie accanto ai prodotti della postazione
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L’etichetta di un prodotto per unghie aiuta a capire che cosa contiene, a che cosa serve, chi ne è responsabile e per quanto tempo usarlo. Le informazioni possono essere distribuite fra flacone, scatola e foglietto: leggere soltanto il nome commerciale o una promessa come “HEMA-free” lascia fuori dati essenziali. Questa guida spiega come trovare e interpretare INCI, lotto, PAO, durata minima e avvertenze dei cosmetici per unghie venduti in Italia.

In breve: cerca funzione e precauzioni, nome e indirizzo della persona responsabile, quantità, lotto e lista Ingredients. Controlla poi la durata: una data è un termine di calendario; il PAO decorre dalla prima apertura; il lotto identifica il prodotto e non indica da solo una scadenza. Leggi anche la scatola e gli allegati previsti. L’INCI non rivela la formula completa né garantisce compatibilità o assenza di allergie. Se mancano informazioni necessarie per identificare o usare il prodotto, chiedi chiarimenti prima dell’impiego.

Prima verifica che sia un cosmetico

Il Regolamento (CE) 1223/2009 comprende le sostanze e le miscele destinate principalmente, fra l’altro, a pulire, proteggere o modificare l’aspetto delle unghie. Smalti e molti gel per unghie rientrano in questo ambito. Un disinfettante per strumenti, una lampada o una lima seguono regole diverse: non cercare automaticamente un INCI o un PAO su ogni articolo presente in salone.

Per preparatori, adesivi e liquidi dalla funzione poco chiara, verifica la destinazione dichiarata e chiedi al fornitore quale tipo di prodotto stai acquistando. Il nome “nail” o “professionale” non basta a definirne il quadro normativo. I controlli che seguono riguardano i cosmetici.

Che cosa deve comparire e dove cercarlo

Mappa della confezione

Gira il flacone e conserva la scatola

1 · Fronte del flacone
Parti da nome, funzione e quantità. Non fermarti alla promessa commerciale.
2 · Retro, bordo e fondo
Cerca persona responsabile, precauzioni, durata e lotto. Possono trovarsi in punti diversi.
3 · Scatola
Leggi tutti i lati: l’elenco Ingredients può essere soltanto qui. Verifica anche i rinvii al fondo o agli allegati.
4 · Allegato o etichetta apribile
Segui il rinvio presente sulla confezione. Tieni le informazioni insieme al prodotto a cui si riferiscono.

Mano sul libro aperto: rinvio a informazioni allegate o fissate al prodotto, nei casi previsti per ingredienti e precauzioni. Non è un marchio di sicurezza.

Schema didattico: la posizione dei dati può cambiare. I numeri collegano ciascuna zona al controllo da fare; non è l’etichetta completa di un prodotto.

L’articolo 19 richiede informazioni indelebili, facilmente leggibili e visibili. La regola generale riguarda sia il recipiente a contatto con il prodotto sia l’imballaggio esterno, con eccezioni precise. La posizione grafica non è fissa: controlla anche fondo, bordo, etichette apribili e allegati.

  • Persona responsabile

    Che cosa significa
    Nome o ragione sociale e indirizzo del soggetto responsabile del cosmetico.
    Dove e quando è richiesto
    Recipiente e imballaggio. Le abbreviazioni devono consentire l’identificazione. Per i cosmetici importati va indicato anche il paese d’origine.
  • Contenuto nominale

    Che cosa significa
    Quantità al confezionamento, in peso o volume, per esempio g o ml.
    Dove e quando è richiesto
    Recipiente e imballaggio, salvo le eccezioni spiegate sotto. Non indica dosi, numero di servizi o durata.
  • Durata minima o PAO

    Che cosa significa
    Termine di calendario oppure periodo di utilizzo dopo l’apertura.
    Dove e quando è richiesto
    Recipiente e imballaggio, secondo durata e applicabilità del PAO. Non devono necessariamente esserci entrambi.
  • Precauzioni

    Che cosa significa
    Limiti e avvertenze per l’impiego, comprese quelle previste per l’uso professionale.
    Dove e quando è richiesto
    Recipiente e imballaggio; se è praticamente impossibile, su un supporto allegato o fissato con il rinvio previsto.
  • Lotto o riferimento identificativo

    Che cosa significa
    Codice utile per risalire alla fabbricazione e identificare il prodotto.
    Dove e quando è richiesto
    Recipiente e imballaggio. Se le dimensioni ridotte lo rendono praticamente impossibile, può essere solo sull’imballaggio.
  • Funzione

    Che cosa significa
    A che cosa è destinato il prodotto.
    Dove e quando è richiesto
    Recipiente e imballaggio, salvo quando la funzione risulta già dalla presentazione.
  • Ingredients

    Che cosa significa
    Elenco degli ingredienti secondo la nomenclatura prevista.
    Dove e quando è richiesto
    Può comparire soltanto sull’imballaggio; sono previste soluzioni specifiche per impossibilità pratica e prodotti molto piccoli.

La quantità nominale può essere omessa per confezioni con meno di 5 g o 5 ml, campioni gratuiti e monodosi. Per confezioni vendute normalmente come insieme di pezzi, quando peso o volume non sono significativi, può essere indicato il numero dei pezzi; il numero non occorre se è visibile dall’esterno o se il prodotto è normalmente venduto singolarmente. Queste eccezioni non eliminano gli altri obblighi dell’etichetta.

Per il mercato italiano, il Ministero della Salute specifica le informazioni da riportare anche in italiano nelle etichette multilingua: contenuto nominale, durata, precauzioni e funzione. L’elenco ingredienti mantiene i nomi previsti dalla nomenclatura cosmetica: non tradurre liberamente i singoli nomi INCI.

Marchio, persona responsabile e paese d’origine

Il marchio è il nome con cui riconosci il prodotto; la persona responsabile è il soggetto stabilito nell’Unione europea che garantisce il rispetto degli obblighi del regolamento per quel cosmetico. Può essere il fabbricante, l’importatore o un soggetto designato nei casi previsti. Anche un distributore può assumere questo ruolo, per esempio quando immette il prodotto sul mercato con il proprio nome o marchio.

Non presumere quindi che negozio, marketplace, fabbrica e persona responsabile coincidano. Cerca nome e indirizzo; se ce ne sono diversi, deve essere evidenziato quello presso cui è disponibile il fascicolo informativo sul prodotto. Un contatto social o una sola email non sostituiscono l’indirizzo richiesto.

Per un cosmetico importato da un paese esterno all’UE deve comparire il paese d’origine. Un indirizzo italiano identifica un soggetto, ma non dimostra che il prodotto sia stato fabbricato in Italia. Se i ruoli indicati sulla confezione non sono chiari, invia una fotografia al fornitore e chiedi chi sia la persona responsabile per quel prodotto.

Durata minima, PAO e lotto: tre letture diverse

Come interpretare i codici

Una data, un intervallo, un identificativo

Durata minima · termine di calendario

10/2027

Mese e anno indicano il termine. L’apertura non fa ripartire questa data; valgono le condizioni di conservazione.

PAO · periodo dopo l’apertura

12M

Prima apertura: annota la data.

Dodici mesi dopo: termina il PAO dell’esempio.

Il PAO è previsto per i cosmetici con durata minima superiore a 30 mesi, salvo i casi in cui non è pertinente.

Lotto · identificativo di fabbricazione

L-A024

Il codice collega il prodotto alla fabbricazione. Non ricavarne una scadenza senza le indicazioni del produttore.

Esempi fittizi e indipendenti: non descrivono la stessa confezione. I simboli di durata minima e PAO riprendono l’allegato VII; il lotto non ha un simbolo cosmetico obbligatorio.

La data di durata minima

Indica fino a quando il cosmetico, conservato correttamente, continua a svolgere la sua funzione iniziale e soddisfa i requisiti di sicurezza. È obbligatoria quando la durata minima è pari o inferiore a 30 mesi. La data, o l’indicazione del punto in cui trovarla, è preceduta dalla clessidra dell’allegato VII oppure dalla dicitura “Usare preferibilmente entro”. Si esprime con mese e anno oppure giorno, mese e anno; se necessarie, sono indicate anche le condizioni di conservazione.

È un termine di calendario stabilito per il prodotto: non ricomincia dall’acquisto o dall’apertura. Se trovi un rinvio come “vedi fondo”, cerca lì la data prima di scartare la scatola.

Il PAO parte dalla prima apertura

Per i cosmetici con durata minima superiore a 30 mesi, la data non è obbligatoria. Si indica invece il periodo dopo l’apertura, o PAO, durante il quale il prodotto è sicuro e utilizzabile senza effetti nocivi. Il simbolo è un vasetto aperto accompagnato dal periodo in mesi e/o anni: 12M significa dodici mesi dalla prima apertura.

Il PAO non è richiesto quando il concetto di durata dopo l’apertura non è pertinente. Per questo l’assenza del vasetto non dimostra, da sola, un’irregolarità; non decidere però autonomamente che tutti i gel o tutti i prodotti alcolici ne siano esenti. Se manca sia una data sia un PAO e non ne comprendi il motivo, chiedi una spiegazione riferita al prodotto.

Annota la data della prima apertura senza coprire lotto o avvertenze. Per esempio, un PAO di 12M con apertura il 10 ottobre 2026 termina il 10 ottobre 2027. Se compare anche una data di durata minima, usa come limite il termine che arriva prima. Rispetta le condizioni di conservazione e le istruzioni d’uso; se il prodotto è alterato, smetti di usarlo anche quando il termine non è ancora trascorso.

Il lotto identifica, ma non è una scadenza

Il lotto serve per verifiche, reclami e richiami relativi alla stessa produzione. Può essere stampato sul fondo, inciso o riportato su una piccola etichetta. Non ricavare una data dai suoi numeri senza la spiegazione del produttore: non esiste una decodifica universale. Nemmeno il codice a barre commerciale coincide necessariamente con il lotto.

Conserva una fotografia leggibile e il documento d’acquisto. Più flaconi possono legittimamente avere lo stesso lotto. Se il codice è illeggibile o non riesci a collegare scatola e recipiente, tieni da parte il prodotto e chiedi al fornitore di identificarlo; non inventare un codice sostitutivo.

Come leggere l’INCI e che cosa non rivela

La lista è preceduta da Ingredients e riporta le sostanze o miscele usate intenzionalmente nella fabbricazione. Non include come ingredienti le impurità delle materie prime né le sostanze tecniche secondarie assenti dal prodotto finito. L’ordine generale è decrescente per peso al momento dell’incorporazione, non una graduatoria di qualità o di rischio.

  • Gli ingredienti sotto l’1% possono essere elencati in ordine sparso dopo quelli sopra l’1%. Dalla posizione non puoi ricavare la percentuale né individuare con certezza dove inizi questo gruppo.

  • I coloranti diversi da quelli per capelli possono comparire in ordine sparso dopo gli altri ingredienti. Per gamme di cosmetici da trucco in più tonalità, “può contenere” o “+/-” può precedere i coloranti usati nella gamma: non significa che ogni colore sia presente in ogni variante.

  • Parfum e Aroma indicano composizioni odoranti o aromatizzanti. Le sostanze per cui l’allegato III richiede un’indicazione individuale devono essere riportate anche separatamente, quando ricorrono le condizioni previste.

  • Gli ingredienti presenti come nanomateriali devono essere riconoscibili dal nome seguito da “nano” tra parentesi.

L’INCI non è la formula quantitativa completa e non verifica la polimerizzazione. Due gel con elenchi simili non diventano intercambiabili: servono le istruzioni applicabili a ciascun prodotto e alla lampada. Per gli abbinamenti consulta base, primer, gel e top di marche diverse. Per i nomi e le funzioni degli ingredienti trovi un approfondimento in come leggere e controllare l’INCI.

Confronta la variante e il lotto realmente acquistati con la scheda aggiornata. Se la lista online differisce dalla confezione, chiedi quale versione sia applicabile: una riformulazione o una diversa tonalità possono spiegare la differenza, ma questa ipotesi non basta a identificare la versione che hai acquistato. Un analizzatore INCI può aiutare a riconoscere nomi e funzioni; non certifica la conformità né la tollerabilità individuale.

Avvertenze professionali, HEMA, Di-HEMA e TPO

Leggi le precauzioni prima di aprire il prodotto. La funzione dichiarata e le istruzioni del sistema stabiliscono impiego, lampada, tempi e rimozione; la scheda d’uso può fornire i dettagli tecnici che non compaiono sul flacone. La sigla UV/LED e la consistenza del gel non bastano per scegliere una lampada compatibile.

Per HEMA e Di-HEMA Trimethylhexyl Dicarbamate, le voci 313 e 314 dell’allegato III ammettono nei prodotti per le unghie esclusivamente l’uso professionale e richiedono le avvertenze “Solo per uso professionale” e “Può causare una reazione allergica”. Le condizioni introdotte dal Regolamento (UE) 2020/1682 sono già applicabili: i termini transitori del 2021 sono trascorsi. I due ingredienti restano quindi ammessi nei prodotti per unghie che rispettano queste condizioni.

Il parere SCCS su HEMA e Di-HEMA collega il rischio di sensibilizzazione anche a uso scorretto e contatto con la pelle adiacente. “HEMA-free” riguarda HEMA: non equivale a “senza Di-HEMA”, “senza acrilati” o “senza rischio di allergia”. Anche “ipoallergenico” non promette rischio zero. Non provare un gel sulla pelle per verificare se sia tollerato.

Il TPO, identificato nell’INCI come Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide, è invece vietato nei cosmetici dal 1° settembre 2025 dal Regolamento (UE) 2025/877. Le FAQ della Commissione europea chiariscono che il divieto riguarda anche l’uso professionale sulle clienti di scorte acquistate prima di quella data. La precedente ammissione nei sistemi per unghie artificiali fino al 5% non è più applicabile. Per riconoscere l’ingrediente e gestire le scorte leggi la guida dedicata al TPO.

Scatola, foglietto e simbolo del libro aperto

L’INCI può essere riportato solo sulla scatola. Se è praticamente impossibile stampare ingredienti o precauzioni in etichetta, l’articolo 19 consente un foglio, un’etichetta, una fascetta o un cartellino allegati o fissati al prodotto. Salvo impossibilità, il rinvio usa un’indicazione abbreviata oppure il simbolo della mano sul libro aperto dell’allegato VII.

Per le precauzioni, il rinvio può essere sul recipiente o sull’imballaggio; per gli ingredienti deve essere sull’imballaggio. Per prodotti molto piccoli, quando non è praticabile neppure il supporto allegato previsto, l’elenco ingredienti può figurare su un avviso immediatamente vicino al contenitore di vendita, nei casi dell’articolo 19, paragrafo 3. Il simbolo non autorizza a trasferire qualsiasi dato obbligatorio altrove.

Apri con cura un’etichetta a più strati se la confezione ne indica la presenza. Conserva l’allegato e controlla che si riferisca proprio al prodotto in uso. Un QR code può fornire approfondimenti, ma non sostituisce automaticamente le informazioni fisiche richieste dall’articolo 19.

CPNP, marchio CE e scheda di sicurezza

Il CPNP è il portale europeo di notifica dei cosmetici. Non è un catalogo pubblico consultabile dal consumatore: vi accedono i soggetti previsti, fra cui persone responsabili, distributori, autorità e centri antiveleni. Un numero di notifica o uno screenshot non sono un certificato di approvazione. Il regolamento cosmetici non richiede il marchio CE sul cosmetico; le regole di una lampada elettrica non vanno trasferite al flacone.

La scheda di dati di sicurezza, o SDS, descrive pericoli e gestione di sostanze e miscele nel quadro REACH. L’articolo 2, paragrafo 6, lettera b), di REACH esclude dal titolo IV, che comprende l’obbligo SDS, i cosmetici allo stato finito destinati all’utilizzatore finale. L’utilizzatore finale può essere anche un professionista: la sola destinazione al salone non rende obbligatoria la SDS per un cosmetico finito.

Una SDS può essere fornita volontariamente; per altri prodotti, come determinate miscele tecniche o detergenti, vanno verificati gli obblighi applicabili. Etichetta cosmetica, scheda d’uso e SDS hanno scopi diversi. La presenza della SDS non certifica la conformità del cosmetico e non sostituisce il protocollo di applicazione.

Se un’informazione manca o non coincide

  1. Raccogli flacone, scatola e allegati. Fotografa fronte, retro e fondo in modo che il testo sia leggibile; identifica nome, variante, colore, codice prodotto e lotto disponibile.

  2. Confronta questi dati con l’ordine e la scheda ufficiale. Il lotto non deve necessariamente comparire su una pagina commerciale o sulla fattura: questi documenti aiutano a ricostruire l’acquisto.

  3. Invia al fornitore la domanda precisa: dove si trova il lotto, quale INCI corrisponde alla variante, chi è la persona responsabile o perché non compare il PAO. Chiedi la risposta riferita alla confezione fotografata.

  4. Se non puoi identificare il prodotto o mancano indicazioni necessarie all’uso, tienilo separato da quelli in servizio finché il dubbio è chiarito. Per un possibile prodotto irregolare puoi rivolgerti al servizio competente della ASL o al Ministero della Salute.

In salone è utile annotare acquisto, fornitore, lotto, prima apertura e termine applicabile, mantenendo il collegamento con le istruzioni. Queste annotazioni aiutano a ricostruire quale prodotto è stato usato e quando è stato aperto. Conserva il prodotto nel contenitore previsto; non unire residui di lotti diversi né aggiungere solventi per recuperare una consistenza cambiata.

Se una cliente riferisce una reazione, sospendi l’uso del prodotto e indirizzala al medico o dermatologo. Conserva confezione, INCI, lotto e informazioni sull’impiego, senza formulare diagnosi o fare prove con altri gel. Il Ministero descrive i canali di cosmetovigilanza, aperti anche ai cittadini e agli operatori del settore. La guida su allergia a gel e metacrilati approfondisce il confine fra prevenzione e valutazione sanitaria.

Domande frequenti

Se il lotto è solo sulla scatola posso buttarla?

Se il lotto non è leggibile sul recipiente, conserva la scatola insieme al prodotto o mantieni un collegamento inequivocabile con una fotografia e i dati della confezione. Non riutilizzare la scatola per un altro flacone. L’eccezione legata alle piccole dimensioni riguarda la collocazione del codice, non la sua eliminazione.

Se non ricordo quando ho aperto il gel, da quando conto il PAO?

Il PAO parte dall’apertura effettiva, quindi non ricomincia oggi. Controlla se la data è annotata sul flacone o nella scheda di utilizzo. La data d’acquisto, da sola, non dimostra quando lo hai aperto. Se non riesci a ricostruire l’apertura, tieni quel flacone fuori servizio e usa una confezione con data d’apertura nota e ancora entro i termini d’uso.

Due flaconi uguali con INCI diversi sono contraffatti?

La differenza non basta per concluderlo. Controlla mercato di destinazione, colore, codice e lotto, poi chiedi conferma della versione al fornitore o alla persona responsabile. Una riformulazione deve essere distinta da un errore o da un prodotto non identificabile; non risolvere il dubbio scegliendo semplicemente la lista che sembra più rassicurante.

La parola Ingredients deve essere tradotta in italiano?

L’articolo 19 prevede proprio il termine Ingredients per introdurre l’elenco. I nomi degli ingredienti seguono la nomenclatura prevista; una traduzione libera può impedirne l’identificazione. Le indicazioni d’uso e le precauzioni destinate al mercato italiano devono rispettare le regole linguistiche applicabili.

Un’etichetta leggibile basta per abbinare gel e lampada?

Nella scheda d’uso del gel cerca la lampada prevista, lo spessore da applicare e il tempo per ciascuno strato. Confronta queste indicazioni con la lampada e la procedura che userai in postazione; chiedi al produttore gli eventuali dati mancanti prima del servizio. L’etichetta identifica il prodotto e le precauzioni, ma l’INCI non contiene queste istruzioni. Per l’applicazione consulta la guida sulla polimerizzazione di gel e semipermanente.

Fonti e aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 11 ottobre 2026. Il riferimento generale è il testo consolidato del Regolamento cosmetici del 18 maggio 2026, con gli atti modificativi pertinenti. Gli esempi grafici sono didattici e non riproducono l’etichetta completa di un prodotto in commercio.

Ritratto di Chiara Daso

Autrice

Chiara Daso

Nail Master e docente con 14 anni di esperienza

Chiara Daso è Nail Master e docente con 14 anni di esperienza nel settore unghie. Per BeautyLearn organizza e aggiorna contenuti educativi dedicati alla formazione professionale. Il suo lavoro editoriale distingue sempre tecnica, indicazioni dei produttori, fonti sanitarie e requisiti normativi, evitando di presentare come universali procedure che dipendono dal prodotto o dal contesto professionale.

Profilo e metodo editoriale

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