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Partita IVA per make-up artist: ATECO, fatture e costi
Irene Tomasi, Make-up artist con 10 anni di esperienza26 agosto 2026Aggiornata: 11 ottobre 2026 14 min di lettura
Aprire la partita IVA come make-up artist richiede di collegare i servizi offerti alle regole fiscali, previdenziali e amministrative applicabili. Truccare clienti, fare consulenza d’immagine o lavorare per una produzione può comportare obblighi diversi. Questa guida aiuta a preparare l’apertura, valutare i codici ATECO, capire i costi del 2026 e organizzare le fatture, con le informazioni da portare al commercialista e agli uffici competenti.
In breve: per un’attività abituale serve la partita IVA anche con incassi contenuti: i 5.000 euro non sono una soglia generale di esenzione. Il codice ATECO va scelto in base ai servizi effettivi e non sostituisce i requisiti per esercitarli. Prima di iniziare, verifica gestione INPS e regime fiscale, stima costi e scadenze e configura la fatturazione elettronica. Imposte e contributi sono voci distinte.
Indice dei contenuti
Le indicazioni sono generali e riguardano l’attività in Italia. Fai verificare il tuo caso da un commercialista e, per requisiti e pratiche locali, dal SUAP e dalla Camera di commercio.
Quando serve la partita IVA: attività abituale e lavoro occasionale
La partita IVA riguarda l’attività esercitata abitualmente, anche se non è l’unico lavoro. Un calendario di appuntamenti, un’offerta stabile di servizi e un’organizzazione dedicata sono elementi da valutare insieme. Un fatturato basso o pochi mesi di attività, da soli, non rendono il lavoro occasionale.
La soglia di 5.000 euro citata per il lavoro autonomo occasionale riguarda la franchigia contributiva INPS. Non autorizza a svolgere un’attività abituale senza partita IVA e non rende automaticamente esenti da imposte i compensi inferiori a quell’importo. Prima di usare una ricevuta occasionale, verifica che l’incarico abbia davvero carattere non abituale e come dichiarare il reddito. Il chiarimento INPS sui lavoratori autonomi occasionali distingue questo obbligo previdenziale.
Prima distinzione: che attività svolge davvero la make-up artist?
Attività da dichiarare
Descrivi i servizi che offri
Clienti
Trucco in studio, salone o domicilio
Consulenza
Analisi e progetto d'immagine
Produzioni
Set, moda, foto e spettacolo
Altre attività
Formazione e vendita
Indica prestazioni, clienti e organizzazione: sono le informazioni da cui partire per verificare codice e inquadramento.
Descrivi ciò che il cliente acquista, dove lo svolgi e come organizzi il lavoro. L’applicazione del trucco su una persona, la consulenza d’immagine e il supporto a una produzione hanno contenuti diversi. Anche corsi e vendita di cosmetici vanno dichiarati al consulente quando fanno parte dell’attività.
Attività
Informazioni da raccogliere
Verifica necessaria
Trucco su clienti
Studio, domicilio o salone; servizi e frequenza.
Requisiti del servizio, locali e possibile inquadramento d’impresa.
Consulenza d’immagine
Analisi e consigli offerti; eventuale applicazione di cosmetici.
Coerenza fra prestazione, codice e natura dell’attività.
Set e spettacolo
Produzione, mansione, contratto e committente.
Codice pertinente e previdenza dello spettacolo, quando applicabile.
Formazione e vendita
Corsi, rivendita, e-commerce e quote previste di ricavi.
Attività secondarie e relativi adempimenti.
Trucco su clienti
Informazioni da raccogliere
Studio, domicilio o salone; servizi e frequenza.
Verifica necessaria
Requisiti del servizio, locali e possibile inquadramento d’impresa.
Consulenza d’immagine
Informazioni da raccogliere
Analisi e consigli offerti; eventuale applicazione di cosmetici.
Verifica necessaria
Coerenza fra prestazione, codice e natura dell’attività.
Set e spettacolo
Informazioni da raccogliere
Produzione, mansione, contratto e committente.
Verifica necessaria
Codice pertinente e previdenza dello spettacolo, quando applicabile.
Formazione e vendita
Informazioni da raccogliere
Corsi, rivendita, e-commerce e quote previste di ricavi.
Verifica necessaria
Attività secondarie e relativi adempimenti.
Codice ATECO 2025: i candidati da verificare
ATECO 2025 è la classificazione da consultare per l’attività economica. Le note Istat distinguono il codice 96.22.09, dedicato ad altri servizi e trattamenti di bellezza, dal 96.99.94, relativo alla consulenza d’immagine. Quest’ultimo comprende consigli anche su acconciatura e trucco: ciò non basta a inquadrare come consulenza qualsiasi applicazione di make-up.
Per il 96.22.09, le note citano trattamenti estetici, trucco permanente e trattamenti di ciglia e sopracciglia. Non forniscono quindi una risposta universale per il trucco temporaneo, la sposa o ogni lavoro su set. Parti dai servizi reali e verifica con il consulente il codice principale e gli eventuali secondari, usando le note ufficiali Istat. Per le produzioni, valuta anche le attività di supporto pertinenti al settore.
Porta esempi di preventivi e contratti e una stima dei ricavi per ciascun servizio. Il codice proposto deve descrivere il lavoro che svolgerai; aggiorna l’inquadramento se l’attività cambia.
ATECO, qualifica e requisiti per lavorare
Il codice ATECO classifica l’attività economica; non concede da solo un’abilitazione e non certifica l’idoneità di un locale. Anche un attestato da make-up artist va valutato per il suo effettivo valore. I requisiti dipendono dalle prestazioni e dalle norme applicabili nel territorio.
Prima di ricevere clienti, descrivi al SUAP i servizi, la sede e l’eventuale lavoro a domicilio e chiedi quali requisiti e pratiche siano necessari. Se operi in un salone, chiarisci chi gestisce agenda, materiali, incassi e fatture. Il contratto e l’organizzazione concreta devono essere coerenti con un rapporto autonomo. Verifica inoltre che la copertura assicurativa comprenda i servizi e i luoghi in cui lavori.
Come aprire la partita IVA in ordine
Sequenza operativa
Le verifiche prima del primo incarico
1
Servizi, clienti e sede
2
ATECO, forma e regime
3
Pratiche e previdenza
4
Fatture, incassi e controllo
Commercialista, SUAP e Camera di commercio verificano aspetti diversi: la partita IVA non sostituisce requisiti e autorizzazioni.
Per le persone fisiche, il modello AA9/12 riguarda inizio, variazione e cessazione dell’attività ai fini IVA. La dichiarazione va presentata entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. Chi deve iscriversi al Registro delle imprese utilizza la Comunicazione Unica; per gli altri soggetti si seguono i canali dell’Agenzia delle Entrate. Gli adempimenti necessari per esercitare vanno comunque verificati prima di iniziare.
Descrivi servizi, clienti, luoghi di lavoro e attività secondarie previste.
Verifica con gli uffici competenti requisiti professionali, sede e pratiche SUAP.
Concorda con il commercialista ATECO, inquadramento, previdenza e regime fiscale.
Presenta le pratiche fiscali e le eventuali iscrizioni camerali, INPS e INAIL richieste.
Configura fatture, conservazione, pagamenti, preventivi e calendario delle scadenze.
Ditta individuale, impresa artigiana o attività professionale?
La partita IVA non determina da sola se lavori come professionista o impresa. L’inquadramento nasce dalle prestazioni e dall’organizzazione: un’attività manuale con i requisiti dell’impresa artigiana comporta obblighi diversi da una consulenza professionale. La gestione previdenziale deve seguire l’attività effettiva.
Chiedi al consulente un riepilogo con codice proposto, descrizione dell’attività, iscrizioni, gestione INPS, eventuale INAIL e costi annuali. Conserva l’analisi insieme ai contratti. Rivedila se aggiungi vendita, formazione o incarichi per produzioni: uno stesso numero di partita IVA può comprendere più attività, ma non elimina i relativi adempimenti.
Regime forfettario 2026: soglie e cause di esclusione
Per accedere al forfettario occorre verificare, tra gli altri requisiti, ricavi o compensi dell’anno precedente non superiori a 85.000 euro, ragguagliati ad anno quando previsto, e spese lorde per dipendenti e collaboratori rilevanti non superiori a 20.000 euro. Se eserciti più attività, i ricavi e compensi si sommano. In fase di avvio la verifica si basa sulla previsione di rispettare i requisiti.
Se nell’anno superi 85.000 euro ma non 100.000 euro, esci dal regime dall’anno successivo. Oltre 100.000 euro l’uscita avviene nello stesso anno: l’IVA si applica dall’operazione che determina il superamento e il reddito dell’anno segue le regole ordinarie. Monitora gli incassi prima di avvicinarti ai limiti.
Per il 2026 è confermata a 35.000 euro la soglia dei redditi da lavoro dipendente e assimilati percepiti nell’anno precedente, oltre la quale il regime è precluso, salvo la specifica eccezione prevista quando il rapporto di lavoro è cessato. Il Ministero del Lavoro riepiloga la conferma per il 2026. Vanno controllate anche le altre cause di esclusione, fra cui partecipazioni societarie, controllo di società con attività riconducibili alla propria e lavoro svolto prevalentemente verso datori o ex datori dei due anni precedenti.
Imposta al 15% o al 5% e confronto con l’ordinario
L’imposta sostitutiva ordinaria è il 15%. Per una nuova attività, il 5% si applica nell’anno di avvio e nei quattro successivi solo se ricorrono tutte le condizioni di legge: vanno valutate attività già svolte nei tre anni precedenti, eventuale prosecuzione di un lavoro precedente e, se rilevante, attività rilevate da altri. Aprire una nuova partita IVA non basta.
Nel forfettario il reddito si determina applicando ai ricavi o compensi il coefficiente previsto per l’attività; i contributi previdenziali obbligatori versati si deducono secondo le regole del regime. Kit, trasferte, studio e assistenti non si deducono singolarmente. Perciò il 5% o il 15% non rappresentano il costo complessivo dell’attività e non si applicano semplicemente a tutto ciò che incassi.
Aspetto
Forfettario
Regime ordinario
Reddito
Calcolato con il coefficiente collegato all’attività.
Ricavi o compensi meno costi fiscalmente ammessi.
IVA
Di regola non addebitata al cliente né detratta sugli acquisti.
Addebito, liquidazione e detrazione secondo le regole applicabili.
Confronto dei costi
Le spese reali incidono sulla liquidità anche senza deduzione analitica.
Deduzioni e detrazione IVA dipendono da inerenza, documenti e limiti.
Reddito
Forfettario
Calcolato con il coefficiente collegato all’attività.
Regime ordinario
Ricavi o compensi meno costi fiscalmente ammessi.
IVA
Forfettario
Di regola non addebitata al cliente né detratta sugli acquisti.
Regime ordinario
Addebito, liquidazione e detrazione secondo le regole applicabili.
Confronto dei costi
Forfettario
Le spese reali incidono sulla liquidità anche senza deduzione analitica.
Regime ordinario
Deduzioni e detrazione IVA dipendono da inerenza, documenti e limiti.
Confronta due simulazioni basate sugli stessi ricavi e costi: includi imposte, contributi, IVA, contabilità e investimenti. Costi elevati possono rendere opportuno valutare l’ordinario, senza garantire che sia più conveniente. Per distinguere fatturato e risultato disponibile, consulta quanto guadagna una make-up artist.
INPS 2026: artigiani, Gestione Separata e spettacolo
Per gli artigiani il minimale di reddito 2026 è 18.808 euro. La contribuzione annua sul minimale è 4.521,36 euro, prima di eventuali agevolazioni e per un’intera annualità. Per i commercianti è 4.611,64 euro. Gli importi sono indicati nella circolare INPS 14/2026; oltre il minimale si aggiunge la contribuzione sul reddito eccedente. L’obbligo sul minimale può quindi pesare anche con ricavi bassi.
Per i professionisti iscritti alla Gestione Separata senza altra previdenza obbligatoria e non pensionati, l’aliquota 2026 è il 26,07%; per pensionati o assicurati presso altre forme obbligatorie è il 24%, quando dovuto. Qui il minimale serve a determinare l’accredito dell’intero anno pensionistico: non è un contributo fisso da pagare a prescindere dal reddito. Le regole sono nella circolare INPS 8/2026.
Per chi lavora nello spettacolo, la verifica non si esaurisce in queste due gestioni. L’INPS comprende i truccatori tra le categorie per cui l’obbligo al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo può sorgere quando la prestazione serve alla realizzazione di un prodotto artistico o ricreativo. Fai esaminare mansione, contratto e produzione e chiarisci gli adempimenti con il committente. Consulta il riferimento INPS sull’obbligo assicurativo nello spettacolo.
Chiedi un calendario con quote fisse, eventuali importi aggiuntivi, saldo e acconti. Le riduzioni contributive hanno requisiti e conseguenze proprie: falle valutare prima di usarle nel preventivo economico.
Quanto costa davvero la partita IVA di una make-up artist
Piano economico
Le voci da prevedere nel budget
Avvio
Pratiche, consulenza e strumenti
Gestione
Contabilità, software e polizza
Previdenza
INPS e coperture applicabili
Lavoro
Kit, studio, trasferte e assistenti
Stima questi costi insieme alle imposte e alle scadenze di pagamento.
Se sei iscritta alla gestione Artigiani per tutto il 2026, parti da 4.521,36 euro di contributi sul minimale, prima delle agevolazioni. Nel budget puoi distribuirli in 12 quote da 376,78 euro; i versamenti seguono le scadenze INPS. Aggiungi imposte, eventuali contributi sul reddito eccedente e costi di gestione. Per l’apertura, distingui la richiesta fiscale dalla parcella di chi segue le pratiche e dagli eventuali diritti camerali e comunali. Chiedi un preventivo che separi gli importi una tantum dalla gestione annuale, indicando IVA, contributi professionali e servizi esclusi.
All’avvio considera consulenza, pratiche, eventuali iscrizioni, firma digitale e PEC.
Ogni anno prevedi contabilità, eventuale software, conservazione, polizza e diritti ricorrenti. Verifica quali servizi siano già inclusi nella parcella.
Per imposte e contributi usa il prospetto del consulente con scadenze, saldo e acconti.
Nel budget di lavoro includi kit, reintegro, igiene, trasporti, parcheggi, studio, assistenti, promozione e formazione.
Un incasso annuo di 30.000 euro non coincide con il guadagno disponibile. Sottrai i costi effettivi, considera imposte e contributi e pianifica il denaro necessario alle scadenze. Gli acconti anticipano pagamenti: evita di contarli come una seconda imposta quando confronti la redditività, ma includili nella previsione di cassa. Il listino prezzi della make-up artist deve coprire anche il tempo non fatturabile.
Fattura elettronica, SdI e dati del cliente
Dall'incarico alla contabilità
Preventivo, incasso e documento devono restare collegati
1
Accordo
Servizio, prezzo e condizioni
2
Dati
Soggetto che acquista il servizio
3
Fattura
Invio tramite SdI
4
Archivio
Esito SdI, incasso e conservazione
Configura dati, natura, bollo e conservazione con il consulente prima del primo lavoro, poi riconcilia ogni pagamento.
Dal 1° gennaio 2024 l’obbligo di fattura elettronica riguarda anche tutti i forfettari per le operazioni interne soggette all’obbligo. Quando emetti fattura, invia il file XML al Sistema di Interscambio (SdI): il PDF inviato alla cliente è una copia di cortesia. La fattura immediata va emessa entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione; per i servizi, in via generale, rileva il pagamento, salvo fatturazione anticipata. Concorda la gestione di acconti e casi particolari prima di incassare.
Intesta il documento al soggetto che acquista il servizio secondo l’accordo, che può essere diverso dalla persona truccata. Raccogli i dati anagrafici e fiscali corretti; per un’azienda verifica anche partita IVA, recapito elettronico e riferimenti dell’ordine. Descrivi la prestazione senza aggiungere informazioni sulla salute o altri dati non necessari.
Nel forfettario si usa il regime fiscale RF19 e, per la normale prestazione interna non soggetta a IVA, la natura N2.2, con il riferimento normativo del regime. Il compenso non è soggetto a ritenuta d’acconto secondo le regole del forfettario. Per l’ordinario, ritenuta e IVA dipendono invece dalla prestazione e dall’inquadramento. Imposta questi campi con il consulente, poi controlla le ricevute SdI e attiva la conservazione a norma: salvare il PDF sul computer non la sostituisce.
Bollo da 2 euro ed esempio di fattura
Sulle fatture del forfettario è normalmente dovuto il bollo da 2 euro quando l’importo supera 77,47 euro, salvo specifiche esclusioni. Per le fatture elettroniche va compilato il campo “Bollo virtuale” e va versata l’imposta secondo le scadenze previste. Il nome del campo XML non va confuso con la diversa procedura di bollo virtuale soggetta ad autorizzazione.
L’esempio considera un servizio in Italia, svolto in regime forfettario per una cliente privata, senza rivalse previdenziali o altre componenti. Gli importi sono ipotetici; il bollo viene addebitato alla cliente secondo il preventivo.
Voce
Importo o dato
Come interpretarlo
Trucco per cerimonia
300,00 €
Compenso concordato; descrivere servizio e data.
IVA
Non addebitata; natura N2.2
Operazione in regime forfettario, con riferimento normativo.
Bollo addebitato
2,00 €
Indicare il bollo nel file e gestirne il versamento.
Totale richiesto
302,00 €
Non è il guadagno netto: contributi, imposte e costi restano da considerare.
Trucco per cerimonia
Importo o dato
300,00 €
Come interpretarlo
Compenso concordato; descrivere servizio e data.
IVA
Importo o dato
Non addebitata; natura N2.2
Come interpretarlo
Operazione in regime forfettario, con riferimento normativo.
Bollo addebitato
Importo o dato
2,00 €
Come interpretarlo
Indicare il bollo nel file e gestirne il versamento.
Totale richiesto
Importo o dato
302,00 €
Come interpretarlo
Non è il guadagno netto: contributi, imposte e costi restano da considerare.
Se riaddebiti il bollo alla cliente, il relativo importo concorre ai ricavi o compensi nel forfettario, come chiarisce l’Agenzia delle Entrate nella risposta 428/2022. Verifica gli elenchi e gli importi da versare in Fatture e Corrispettivi secondo la guida dell’Agenzia delle Entrate sul bollo.
Preventivi, acconti e fatture per sposa e produzioni
Il trucco sposa può comprendere prova, servizio, trasferta e ritocchi. Una produzione può concordare giornata, ore aggiuntive, quota kit e assistente. Definisci le componenti nel preventivo e collega ogni pagamento al relativo documento fiscale. Acconto, caparra e deposito cauzionale hanno funzioni diverse: concorda con il consulente il trattamento della somma effettivamente pattuita.
La guida a contratto, preventivo e caparra approfondisce conferme e cancellazioni. Per lavori editoriali o pubblicitari chiarisci anche spese anticipate, uso delle immagini e crediti: nel portfolio professionale puoi inserire soltanto materiali che hai diritto di mostrare.
Organizzazione mensile: incassi, documenti e riserva
Confronta incassi e documenti prima di aggiornare il budget e la riserva per le scadenze.
Ogni settimana confronta agenda, preventivi, incassi e fatture. Ogni mese controlla movimenti, spese documentate e scadenze. Una riserva separata, anche su un sottoconto, aiuta a non spendere il denaro destinato a imposte e contributi. L’importo da accantonare deriva dal prospetto fiscale, non da una percentuale uguale per tutte.
Fai accettare servizio, prezzo e condizioni prima dell’incarico.
Abbina ogni incasso a una prestazione e al documento fiscale richiesto.
Archivia spese, contratti, ricevute SdI e trasferte con categorie coerenti.
Aggiorna previsione e riserva quando cambiano ricavi, costi o regime.
Rivedi prezzi e disponibilità prima dei periodi con più matrimoni o produzioni.
Checklist da portare al commercialista
Servizi offerti e quota prevista di ricavi per ciascuno, con esempi di preventivi.
Luoghi di lavoro, tipi di clienti, rapporti con saloni, agenzie e produzioni.
Corsi, vendita di prodotti, collaboratori ed eventuali attività online.
Lavoro dipendente, altri redditi, partecipazioni e rapporti con ex datori.
Costi di kit, studio, trasferte, assicurazione, promozione e formazione.
Simulazione dei regimi applicabili, gestione INPS e fabbisogno alle scadenze.
Procedura per fatture, corrispettivi quando applicabili, bollo e conservazione.
Domande frequenti sulla partita IVA per make-up artist
Posso avere un lavoro dipendente e una partita IVA per il make-up?
La compatibilità va verificata in base al rapporto di lavoro, agli eventuali obblighi contrattuali e alle regole del settore, soprattutto nel pubblico impiego. Controlla separatamente l’accesso al forfettario e la posizione previdenziale: essere dipendente non risolve automaticamente entrambe le questioni.
Posso usare il codice della consulenza d’immagine per truccare le spose?
Solo se descrive correttamente l’attività effettiva. Il riferimento al trucco nelle note sulla consulenza d’immagine non rende equivalenti il consiglio sul look e l’applicazione del trucco. Presenta al consulente che cosa vendi, come lavori e quali servizi producono i ricavi.
Se incasso poco, devo comunque versare INPS?
Dipende dalla gestione. Per artigiani e commercianti può essere dovuta la contribuzione sul minimale anche con redditi bassi; per i professionisti in Gestione Separata il calcolo è sul reddito soggetto a contributi. Agevolazioni, durata dell’iscrizione e altri rapporti di lavoro richiedono una verifica specifica.
Devo fare fattura a ogni cliente privata?
Se operi come libera professionista, emetti fattura anche alla cliente privata. Per i servizi resi come impresa in locali aperti al pubblico, in forma ambulante o nell’abitazione delle clienti, l’articolo 22 del D.P.R. 633/1972 prevede l’esonero dalla fattura: in questi casi rilasci il documento commerciale e gestisci la memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi. Devi comunque emettere fattura se la cliente la richiede entro il momento dell’operazione. Definisci la procedura con il commercialista prima del primo incasso.
Posso vendere cosmetici con la stessa partita IVA?
La stessa partita IVA può comprendere più attività, ma la vendita abituale richiede di verificare codici, adempimenti commerciali e previdenza. Segnala anche e-commerce e affiliazioni al consulente, precisando come ricevi i compensi e chi vende il prodotto alla cliente.
Prova sposa e trasferta possono comparire come voci separate?
Sì, se corrispondono a quanto concordato. Il trattamento fiscale delle spese e dei rimborsi va verificato: chiamare una voce “trasferta” non la esclude automaticamente da IVA, ricavi o compensi. Indica prima nel preventivo ciò che è incluso e come calcoli gli extra.
Irene Tomasi è make-up artist con 10 anni di esperienza nel trucco professionale. Per BeautyLearn cura e aggiorna guide dedicate a strumenti e cosmetici, preparazione della pelle, teoria del colore, trucco correttivo, look professionali, igiene, portfolio e organizzazione del lavoro. Nelle guide spiega come applicare i principi del make-up, passo dopo passo, e come controllare il risultato. Distingue la pratica cosmetica dalle questioni sanitarie o normative e rimanda alle fonti competenti quando serve una verifica specialistica.
Come calcolare il prezzo dei servizi e descrivere prova sposa, trasferta e supplementi: un esempio pratico, le voci del listino e le condizioni da concordare.
Dalla scelta della formazione ai primi incarichi: competenze da allenare, requisiti da verificare, budget di esempio e strumenti per documentare la pratica.
Come scegliere i canali adatti ai tuoi servizi, presentare il portfolio e gestire richieste e preventivi. Con esempi di messaggi e un piano di lavoro per il primo mese.