Listino prezzi make-up artist: servizi, prova, trasferta e supplementi

Metodo pratico per costruire un listino da make-up artist: servizi, prova sposa, trasferta, supplementi, tempi, costi e condizioni da comunicare con chiarezza.

Ritratto di Irene TomasiIrene Tomasi, Make-up artist con 10 anni di esperienza28 agosto 2026 12 min di lettura
Make-up artist adulta costruisce il proprio listino analizzando servizi, tempi e costi in studio
Indice dei contenuti

Un listino prezzi da make-up artist deve aiutare la cliente a capire cosa sta acquistando e la professionista a verificare se il servizio è sostenibile. Non è un elenco di cifre copiate dal mercato: traduce in voci leggibili preparazione, esecuzione, prodotti, igiene, spostamenti, responsabilità e tempo non visibile.

Risposta breve: separa servizi base, pacchetti, prova, trasferta e supplementi; per ogni voce definisci cosa include, durata orientativa, condizioni e prezzo totale o criterio di calcolo. Il listino presenta l’offerta, il preventivo adatta l’offerta al singolo incarico e il contratto regola conferma, pagamenti, cancellazioni e responsabilità.

Questa guida, curata da Irene Tomasi, make-up artist con 10 anni di esperienza, è rivolta alla professionista. Non sostituisce la guida su contratto, preventivo, caparra e no-show, dedicata agli accordi, né quella sulla Partita IVA per make-up artist, dedicata alla posizione fiscale. Per consolidare tecnica, protocolli e servizi consulta i corsi make-up online BeautyLearn.

Che cosa deve fare un buon listino

  • Orientare: la cliente distingue trucco giorno, sera, cerimonia, sposa, prova e servizi per produzioni.

  • Definire: per ogni voce chiarisce cosa è incluso e quali elementi richiedono un preventivo.

  • Proteggere il tempo: rende visibili trasferta, attese, orari straordinari, assistenza e persone aggiuntive.

  • Semplificare la vendita: evita di ricostruire da zero le stesse informazioni per ogni richiesta.

  • Misurare: permette di confrontare prezzo incassato, ore complete, costi e margine del servizio.

Un listino troppo generico produce domande; uno troppo lungo sembra un regolamento. La soluzione è a due livelli: una versione pubblica essenziale, con servizi e criteri principali, e una scheda interna più dettagliata con costi, tempi, soglie e formule.

Listino, preventivo e contratto non sono la stessa cosa

Documenti coordinati

Ogni documento risponde a una domanda diversa

Listino

Che cosa offro e con quali criteri

Preventivo

Quanto vale questo incarico

Contratto

Come viene confermato e gestito

Scheda interna

Costi, tempi, soglie e margine

Il listino presenta, il preventivo calcola il caso concreto, il contratto regola e la scheda interna misura.

Documento

A cosa serve

Quando usarlo

Listino

Presenta servizi standard, prezzi o criteri e inclusioni

Prima richiesta e consultazione

Preventivo

Calcola l’incarico concreto su brief, luogo, persone e orari

Dopo aver raccolto i dati

Contratto o conferma

Regola prestazione, pagamenti, variazioni, cancellazioni e responsabilità

Prima di bloccare la data

Scheda economica interna

Contiene costi, tempi, margine obiettivo e soglie

Analisi e revisione periodica

Le quattro famiglie del listino make-up

Architettura dell’offerta

Quattro famiglie impediscono che servizi ed extra si confondano

Servizi

Giorno, sera, cerimonia e consulenza

Pacchetti

Sposa, gruppo, set e percorsi

Logistica

Trasferta, attese e assistente

Supplementi

Orari, persone, look e overtime

Il servizio descrive il risultato; logistica e supplementi rendono leggibili le condizioni che cambiano l’incarico.
  1. Servizi individuali: giorno, sera, cerimonia, shooting personale, consulenza o lezione.

  2. Pacchetti: sposa, produzione, gruppo o percorso di consulenza con contenuti definiti.

  3. Logistica: trasferta, parcheggio, pedaggi, pernottamento, assistente e tempi di attesa.

  4. Supplementi: orari anticipati o notturni, festività, look aggiuntivi, overtime e persone extra.

Non moltiplicare nomi che descrivono lo stesso lavoro. Se trucco giorno e cerimonia hanno davvero preparazione, durata, prodotti e responsabilità differenti, separali; se cambiano soltanto per una parola commerciale, una sola voce con opzioni chiare è più leggibile.

Come calcolare il prezzo di un servizio base

Formula gestionale

Il prezzo parte dai dati interni, non dalla cifra di un altro listino

1

Misura prodotti e monouso

2

Conta tutte le ore dell’incarico

3

Attribuisci i costi generali

4

Verifica margine e capacità

Sostituisci ogni ipotesi con costi e tempi reali e verifica il risultato prima di pubblicare la voce.

Una formula gestionale utile è: costi diretti + valore del tempo completo + quota dei costi generali + margine di sicurezza. Non è una formula fiscale e non produce un prezzo universale; serve a rendere esplicite le ipotesi.

Componente

Che cosa comprende

Come misurarla

Costi diretti

Monouso, prodotto consumato, ciglia o kit consegnato

Costo medio per servizio

Tempo completo

Messaggi, preparazione, viaggio, esecuzione, reset e amministrazione

Ore effettive × obiettivo orario

Costi generali

Spazio, assicurazione, software, formazione, marketing e manutenzione

Quota coerente per servizio o ora

Rischio e capacità

Stagionalità, tempi vuoti, imprevisti e competenza specialistica

Margine verificato, non percentuale casuale

Esempio didattico: un trucco evento richiede 15 minuti di comunicazione, 25 di preparazione, 60 di esecuzione e 20 di reset. Sono due ore complete prima di eventuale viaggio. Con 8 euro di costi diretti, 18 euro di quota generale e un obiettivo di 28 euro per ora, il punto di partenza è 82 euro: 8 + 18 + 56. Non è una tariffa consigliata né una media italiana; sostituisci ogni numero con dati reali e verifica poi domanda, posizionamento e fiscalità.

Esempio di architettura del listino

La tabella seguente mostra come descrivere le voci, non quali prezzi applicare. Le cifre devono nascere dalla scheda economica della professionista e dal brief.

Voce

Incluso

Da specificare

Trucco giorno

Preparazione essenziale e look concordato

Sede, durata orientativa, ciglia incluse o no

Trucco sera o cerimonia

Look più strutturato e lunga tenuta

Ciglia, ritocco, cambio look e trasferta

Prova sposa

Brief, test del look, prodotti e annotazioni

Numero di look, durata, sede e seconda prova

Servizio sposa

Preparazione e look validato

Trasferta, orario, assistenza, kit ritocco e persone extra

Produzione o shooting

Look, continuità e ritocchi nel tempo concordato

Mezza giornata, giornata, overtime, assistente e kit

Prova sposa: voce autonoma o parte del pacchetto?

Entrambe le strutture possono essere comprensibili, purché il lavoro non diventi invisibile. Se la prova è inclusa nel pacchetto, dichiara quante sessioni o look comprende, la durata orientativa, la sede e il costo di una prova aggiuntiva. Se è separata, chiarisci se e come viene considerata nel pacchetto successivo.

La prova non è un campione gratuito: comprende consulenza, ascolto, preparazione, esecuzione, fotografie di riferimento, annotazione dei prodotti e reset. Il Corso Trucco Sposa sviluppa la parte tecnica; la guida al trucco sposa professionale aiuta a organizzare prova, tenuta e kit ritocco.

Trasferta: distanza, tempo e costi vivi

Make-up artist organizza il kit professionale per un servizio in trasferta presso una location elegante
La trasferta comprende tempo, mezzo, costi vivi e capacità sottratta all’agenda

La trasferta non è soltanto carburante. Può comprendere tempo di guida, usura del mezzo, parcheggio, pedaggi, carico e scarico, attese, eventuale pernottamento e minore disponibilità per altri appuntamenti. Scegli un criterio e dichiaralo prima della conferma.

  • Zona inclusa: una distanza o area già compresa nel prezzo base.

  • Costo chilometrico: importo per chilometro o calcolo su andata e ritorno, con criterio esplicito.

  • Fasce geografiche: città, provincia e fuori provincia con preventivo.

  • Quota tempo: utile quando traffico e distanza producono durate molto diverse.

  • Costi vivi: parcheggi, ZTL, pedaggi, treni, voli e pernottamenti documentati o preventivati.

Le tabelle ACI dei costi chilometrici possono essere un riferimento tecnico per stimare il costo di esercizio del proprio veicolo, ma non impongono il prezzo commerciale da applicare alla cliente. Il listino deve spiegare se il calcolo parte dalla sede, comprende andata e ritorno e somma eventuali costi vivi.

Gruppi, shooting e giornate: quando il prezzo unitario non basta

Un incarico con più persone non è sempre il prezzo individuale moltiplicato per il numero dei volti. Cambiano tabella oraria, preparazione delle postazioni, turni, supporto, quantità di monouso, ritocchi e rischio di ritardo. Prima del preventivo raccogli orario in cui tutte devono essere pronte, luogo, numero di persone, tipo di look e presenza di capelli o altri fornitori. Da questi dati ricavi la capacità: quante persone può gestire una sola professionista senza ridurre igiene e qualità?

Se la capacità non basta, il costo dell’assistente non è una penalità per la cliente ma una risorsa necessaria a rispettare il programma. Indica chi coordina il team, che cosa porta ogni professionista e quali modifiche al numero di persone richiedono un nuovo preventivo. Una persona aggiunta il giorno prima può cambiare call time, trasporto e personale, non soltanto consumare una porzione di prodotto in più.

Per shooting e produzioni scegli un’unità coerente: look, mezza giornata, giornata o incarico. Una tariffa a giornata deve dichiarare ore comprese, pausa, continuità, ritocchi, cambio look, utilizzo del kit ed eventuale overtime. Se la produzione chiede una semplice preparazione e poi libera la professionista, il lavoro è diverso da una presenza continuativa sul set. Il listino può presentare il servizio “su preventivo”, ma la scheda interna deve già avere unità, soglie e costi pronti.

Versione pubblica e scheda economica interna

La versione pubblica deve essere breve abbastanza da essere letta e completa abbastanza da orientare. Per ogni servizio mostra nome, risultato, inclusioni principali, eventuale prezzo fisso o “da”, sede e rimando alle variabili che richiedono preventivo. Non pubblicare formule interne, costo di acquisto dei prodotti o margine obiettivo: non aiutano la cliente a scegliere.

La scheda interna, invece, può contenere minuti previsti e reali, costo diretto, quota dei fissi, prezzo minimo sostenibile, prezzo pubblicato, sconto massimo autorizzabile e motivi di revisione. Dopo ogni servizio anomalo annota la causa: traffico, pelle complessa, briefing incompleto, cambio look, persona aggiunta, attesa o materiale extra. Questi dati impediscono di aumentare tutti i prezzi per correggere un solo processo difettoso.

Conserva inoltre uno storico delle versioni. Quando invii un preventivo, allega o cita la versione valida in quella data; se aggiorni il listino, non modificare retroattivamente un incarico già confermato. Un sistema semplice con data, numero versione e archivio PDF riduce fraintendimenti tra sito, messaggi, social e documenti.

Supplementi utili e supplementi confusi

Regola degli extra

Un supplemento è corretto quando è prevedibile, misurabile e comunicato

Evento

Quando si applica

Misura

Persona, ora, fascia o distanza

Comunicazione

Prima della conferma

Coerenza

Uguale in listino e preventivo

Nessuna voce dovrebbe comparire a sorpresa dopo il servizio: chiarisci evento, unità di calcolo e totale.

Supplemento

Quando ha senso

Cosa dichiarare

Orario anticipato o notturno

Call time fuori dalla fascia ordinaria

Fascia oraria e metodo di calcolo

Domenica o festività

Disponibilità in giornate definite

Giorni interessati e importo

Persona o look aggiuntivo

Aumento verificabile del lavoro

Durata, contenuto e limite

Attesa o overtime

Permanenza oltre il tempo incluso

Unità di tempo, tolleranza e autorizzazione

Assistente

Numero persone o tempi richiedono supporto

Ruolo, ore e costo

Evita supplementi scoperti solo a fine servizio. Le indicazioni europee sulla trasparenza richiedono che la cliente riceva informazioni chiare e comprensibili sulle caratteristiche del servizio, sul prezzo totale e sugli eventuali costi aggiuntivi prima dell’acquisto. Se una voce non è calcolabile in anticipo, comunica almeno il criterio.

Come presentare il listino senza svalutare il lavoro

  • Usa nomi comprensibili e una frase breve su ciò che è incluso.

  • Indica “da” soltanto quando esiste una variabile reale e spiega quale.

  • Separa servizi standard da incarichi che richiedono brief e preventivo.

  • Non trasformare igiene, preparazione e prodotti essenziali in extra sorpresa.

  • Mostra la valuta e chiarisci se il prezzo comunicato è quello totale dovuto dalla cliente.

  • Mantieni una data di validità o di revisione per evitare versioni discordanti.

Un buon portfolio da make-up artist collega ogni servizio a risultati coerenti. La guida su come trovare clienti da make-up artist aiuta invece a scegliere canali e richieste pertinenti: il listino converte meglio quando offerta, immagini e pubblico raccontano lo stesso posizionamento.

Sconti, pacchetti e acconti

Uno sconto non corregge un prezzo calcolato male. Prima verifica margine e capacità, poi definisci motivo, periodo, destinatari e condizioni. Un pacchetto può ridurre costi di acquisizione o logistica, ma deve elencare ciò che comprende. Evita prezzi di riferimento artificialmente gonfiati: la trasparenza conta più dell’effetto grafico.

Acconto o caparra non sono una voce del listino del servizio: riguardano la modalità di conferma e hanno conseguenze diverse da valutare nel testo contrattuale. Non usare i termini come sinonimi senza consulenza. La guida dedicata a caparra, cancellazioni e no-show tratta questo livello separatamente.

Quando aggiornare il listino

Controlla mensilmente tempi, costi diretti, richieste e margine; rivedi formalmente il listino almeno una volta l’anno o quando cambiano in modo sostanziale kit, sede, specializzazione, trasporti o struttura dei servizi. Le prenotazioni già confermate seguono le condizioni concordate, salvo variazioni accettate da entrambe le parti.

La guida su quanto guadagna una make-up artist spiega come leggere fatturato, costi e risultato operativo. Usa quei dati per aggiornare il listino, senza promettere guadagni o applicare percentuali uguali a servizi con tempi e rischi diversi.

Checklist prima di pubblicare il listino

  1. Ogni servizio ha un nome distinto e comprensibile?

  2. Sono indicati inclusioni, durata orientativa e luogo?

  3. Prova, trasferta, persone extra e overtime hanno criteri chiari?

  4. Il prezzo copre costi, tempo completo e quota generale?

  5. La cliente può conoscere il totale prima della conferma?

  6. Listino, preventivo e contratto riportano le stesse voci?

  7. Data, versione e recapiti sono aggiornati?

Domande frequenti sul listino della make-up artist

Come si crea un listino prezzi da make-up artist?

Elenca i servizi realmente offerti, misura costi e tempo completo, assegna una quota dei costi generali e definisci inclusioni, luogo, durata, trasferta e supplementi. Verifica poi domanda e posizionamento senza copiare cifre isolate.

Quanto deve chiedere una make-up artist per un trucco?

Non esiste un prezzo unico nazionale. Cambiano servizio, durata, prodotti, sede, esperienza, domanda e costi. Il prezzo va calcolato sui dati della singola attività e comunicato prima della conferma.

La prova sposa deve essere gratuita?

No. È lavoro professionale e può essere venduta separatamente o inclusa in un pacchetto. In entrambi i casi indica sessioni, durata, sede, look compresi e costo di eventuali prove aggiuntive.

Come si calcola la trasferta della make-up artist?

Puoi usare zona inclusa, fasce, costo chilometrico o quota tempo, aggiungendo costi vivi. Dichiara punto di partenza, andata e ritorno, parcheggi, pedaggi e criteri prima del preventivo.

Posso applicare un supplemento per domenica o orario anticipato?

Puoi strutturare il prezzo in base alle condizioni del servizio, ma la fascia, il supplemento e il totale devono essere comunicati chiaramente prima della conferma e risultare coerenti nei documenti.

Ciglia finte e kit ritocco vanno inclusi?

È una scelta di offerta. Specifica se sono inclusi, opzionali o disponibili soltanto per determinati servizi. La cliente non deve scoprirne il costo al termine.

Meglio mostrare i prezzi o scrivere “su preventivo”?

Mostra prezzi chiari per servizi standardizzabili. Usa il preventivo quando brief, persone, luogo, orari o utilizzo cambiano davvero il lavoro; indica comunque quali variabili determinano il totale.

Che differenza c’è tra listino e preventivo?

Il listino descrive l’offerta standard. Il preventivo applica prezzi e criteri a un incarico concreto e riporta quantità, data, luogo, persone, extra e totale.

Il listino deve comprendere IVA e costi aggiuntivi?

Alla cliente consumatrice va comunicato con chiarezza il prezzo totale dovuto, incluse imposte e spese aggiuntive applicabili. Verifica con il commercialista come esporre correttamente prezzi e regime della tua attività.

Ogni quanto va aggiornato il listino?

Controlla i dati ogni mese e fai una revisione formale almeno annuale o quando cambiano costi, sede, kit, specializzazione o struttura del servizio. Mantieni data e versione visibili.

Come si calcola il costo di una persona aggiuntiva?

Misura tempo, prodotti, coordinamento e impatto sulla tabella oraria. Se il volume richiede assistente o postazioni ulteriori, inseriscili nel preventivo invece di assorbirli nel prezzo base.

Come presentare i prezzi sui social?

Usa una pagina o documento autorevole e aggiornato, poi rimanda a quello dai social. Evita listini sparsi in vecchie storie o immagini senza data, inclusioni e condizioni.

Gli sconti aiutano a trovare clienti?

Solo se hanno un obiettivo e non distruggono il margine. Prima misura acquisizione, ritorno e capacità. Non gonfiare il prezzo di riferimento e comunica durata e condizioni dell’offerta.

Fonti ufficiali e limiti

Ultimo aggiornamento sostanziale e verifica delle fonti: 27 agosto 2026. Contenuto curato da Irene Tomasi, make-up artist con 10 anni di esperienza. Gli esempi sono strumenti gestionali e non costituiscono tariffario di mercato, consulenza fiscale o legale. Continua con la Scuola Make Up, le Guide Make-up e tutti i corsi make-up online BeautyLearn.

Se stai confrontando un servizio per te, consulta anche quanto costa un trucco professionale: fasce, prova, trasferta e inclusioni sono spiegate dal punto di vista della cliente.

Ritratto di Irene Tomasi

Autrice

Irene Tomasi

Make-up artist con 10 anni di esperienza

Irene Tomasi è make-up artist con 10 anni di esperienza nel trucco professionale. Per BeautyLearn cura e aggiorna guide dedicate a strumenti e cosmetici, preparazione della pelle, teoria del colore, trucco correttivo, look professionali, igiene, portfolio e organizzazione del lavoro. Il suo approccio editoriale traduce i principi del make-up in procedure progressive e verificabili, distingue la pratica cosmetica dai temi sanitari o normativi e rimanda alle fonti competenti quando l’informazione richiede una verifica specialistica.

Profilo e metodo editoriale

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